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Royal Thunder – Recensione: Wick

Inizio malvolentieri questa recensione ritornando su un argomento già ampiamente trattato sui social e tra addetti ai lavori; non è possibile giudicare coi giusti crismi una novità discografica affidandosi semplicemente al servizio streaming!!! Credo che chiunque recensisca dischi, dal più acclamato critico musicale al più infimo scribacchino come il sottoscritto, non possa dare un parere accurato ad un lavoro avendolo solo “sentito” online dalle casse di un computer (per buono che sia l’impianto collegato) o su uno smartphone, soprattutto perché la qualità di questi file è stata compromessa da livelli di compressione inauditi; certo questo è il presente del fruire musica nel 2017 ma il giudizio a mio parere rimarrà sempre sospeso e legato all’impressione del momento senza la possibilità di rendersi davvero conto del reale valore di un album fino a quando verrà acquistato (o almeno scaricato per trasferirlo su supporti più adatti).

Il suddetto pistolotto è scaturito dal fatto che per l’ascolto di “Wick”, nuovo album dei Royal Thunder contenente un rock classico ma dai substrati molto elaborati, ho proprio avuto l’impressione di non cogliere appieno il concetto che questo quartetto di Atlanta ha cercato di comunicare anche se l’impressione generale è assolutamente positiva.

Innanzitutto i nostri hanno in formazione una vera fuoriclasse nella cantante Mlny Parsonz (anche bassista) che già in “Burning Tree” si presenta in formissima quale novella Janis Joplin per un pezzo rallentato ma comunque molto convincente; “April Showers” ce la presenta quasi come una Blackie Lawless al femminile e devo ammettere che i Royal Thunder sono tra le band più interessanti a cimentarsi nel rock revival tanto in voga negli ultimi anni per la sapienza con cui amalgamano anche influenze provenienti da altri sottogeneri come il prog, il pop e il doom.

Senza nulla togliere agli altri tre musicisti della band proveniente dalla Georgia (di cui si sente ampiamente il retaggio se pensiamo a loro connazionali come Mastodon, Baroness o Kylesa) la Parsonz riesce a rivitalizzare anche pezzi obiettivamente non entusiasmanti come “We Slipped” e “Anchor” mentre sono ficcanti il crescendo di “Push” ed il ritmo più sostenuto di “Turnaround”.

“Wick” è un lavoro nettamente superiore al suo predecessore (parere personale); se infatti in occasione della recensione del precedente “Crooked Doors” mi auguravo che una band dal potenziale inespresso potesse ambire ad una proposta più originale miscelando le varie influenze che componevano il proprio sound sembra quasi che i Royal Thunder abbiano accolto quell’auspicio dando alla luce un prodotto che non vedo l’ora di ascoltarmi in maniera più consona.

 

Voto recensore
8
Etichetta: Spinefarm Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. Burning Tree 02. April Showers 03. Tied 04. We Slipped 05. The Sinking Chair 06. Plans 07. Anchor 08. WICK 09. Push 10. Turnaround 11. The Well 12. We Never Fell Asleep
Sito Web: https://www.facebook.com/RoyalThunderMusic

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