Royal Hunt – Recensione: Dystopia

Trent’anni di vita musicale e quindici album in studio, per i danesi Royal Hunt, alfieri da sempre di un hard rock tastieristico personale ed influenzato da elementi progressive e neoclassici, guidati dall’indefesso mastermind André Andersen. Dopo la fase d’oro della metà degli anni novanta, fino alle fine del secolo scorso ed il regno breve ma memorabile del singer americano DC Cooper, la band ha proseguito il suo cammino irregolare attraverso diversi cambi alla voce, e ritrovando la forma perduta nel 2011, anno del grande ritorno di mister Cooper al microfono, perfetto veicolo tecnico ed emozionale per le composizioni pompose e drammatiche di Andersen.

Il nuovo disco “Dystopia” è il quinto del nuovo ciclo ed è stato pensato e concepito come un grande evento per i fans dei Royal Hunt, a partire dall’idea di offrire un concept album ispirato al romanzo “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury, un vero e proprio immortale classico della fantascienza mondiale. E per esagerare, le varie canzoni contengono diversi duetti vocali con protagonisti del passato della band, come Mats Leven (Candlemass, TSO, Skyblood), Mark Boals (Y.J. Malmsteen, Ring of Fire), Henrik Brockmann (Royal Hunt, Evil Masquerade, N´Tribe), Kenny Lubcke (Narita, Zoser Mez) e Alexandra Andersen (Royal Hunt, JSP), non ci dovesse bastare il sempre ottimo DC Cooper, ancora in grande spolvero anche se logicamente meno “squillante” di vent’anni fa, ma ancora dotato di un’ugola dallo stile unico e dalla classe sopraffina.

A parte una cronica assenza di note e descrizioni della storia e dei capitoli narrati nel disco, ci sarebbero quindi diversi elementi di interesse, in questo evidente tentativo di ricreare la qualità e l’intensità evocativa dei capolavori dei Royal Hunt, come “Moving Target” (1995), “Paradox” (1997) e “The Mission” (2001, questo lavoro arricchito dalla splendida vocalità di John West, purtroppo assente in “Dystopia”). Il problema sta tutto qui, nel fatto che André Andersen sembra aver terminato le sue migliori “cartucce compositive” e non sia particolarmente ispirato nel tentativo di costruire un nuovo masterpiece indimenticabile. Tutto suona in modo prevedibile e decisamente poco intenso ed emozionante, anche se si percepisce la buona volontà della band, che però sembra arrotolarsi su sé stessa, ormai priva di idee nuove e fresche. Ovviamente i fans apprezzeranno ed altri grideranno al miracolo in certe occasioni, ed alcuni momenti musicali densi e teatrali funzionano ancora, ma arrivati alla fine, con la stanca ed artefatta outro strumentale “Midway (Intermission II)”, non scatta la voglia di attivare “play”. La magia si copre di nebbie ed oscurità per i Royal Hunt, e “Dystopia” si annuncia come un nuovo passo glorioso ma parzialmente insoddisfacente.

Etichetta: NorthPoint

Anno: 2020

Tracklist: 01. Inception ℉451 02. Burn 03. The Art Of Dying 04. I Used To Walk Alone 05. The Eye Of Oblivion 06. Hound Of The Damned 07. The Missing Page (Intermission I) 08. Black Butterflies 09. Snake Eyes 10. Midway (Intermission II)
Sito Web: https://royalhunt.com/

Antonino Blesi

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Ascolta metal dal 1983, ha 46 anni e non vuole certo smettere. La passione vince su tutto, e sarà anche scontato, ma la buona musica non morirà mai, finchè qualcuno continuerà a parlarne ed a canticchiare un vecchio refrain....

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