Roine Stolt’s The Flower King – Recensione: Manifesto Of An Alchemist

Il gran ritorno di Roine Stolt è di quelli da segnare con il “cerchietto rosso” sul calendario di tutti gli amanti del rock progressivo. Il leader maximo dei The Flower Kings ( “Manifesto Of An Alchemist” esce a nome Roine Stolt’s The Flower King, a dimostrazione che il vero ed unico “Re dei Fiori” è solo lui) ancora una volta alle redini di un progetto complesso e di assoluta impronta prog.

10 canzoni (facciamo 9, visto che l’intro “Rainsong” è poco più che qualche rumore di fondo ed una voce sussurrante che “profuma” di melodie Yes) che partono con l’intricata e melodica “Lost America”. Belli gli intrecci di voci e partiture strumentali, dove la voce di Stolt si lega bene con i pattern di batteria solo apparentemente lineari di Marco Minneman.

Sospesa e sognate “Ze Pawns”, sussurrata e legata al suono di batteria e basso a fondersi battuta dopo battuta. Bello il crescendo che porta al chorus ed al solo di chitarra. Di tutt’altra pasta “High Road”, che gioca sull’eclettismo degli strumentisti chiamati a raccolta di Stolt. Una canzone dai tratti bucolici, che scorre gentile fino al chorus melodico e sognante. Di chiara impronta Yes, ma poco importa, perché la qualità è decisamente alta.

“Rio Grande” cambia le carte in tavola partendo da un’intro tambureggiante, quasi tribale, che si miscela con una chitarra che urla poco distante. Una canzone strumentale che sembra citare le atmosfere di “Black Market” dei Weather Report, ma senza andare a fondo nello spirito della band del mai troppo rimpianto Joe Zawinul. Dal piglio radiofonico “Next To A Hurricane”.

Altra canzone di grande spessore la “quasi” title track. “The Alchemist” scintilla con melodie oblique ed un sax a rendere ancora più particolare il sound. Una traccia strumentale anche in questo caso, che sembra davvero provenire dal laboratorio di Roine Stolt.

Sospesa e delicata “Baby Angel”, una manciata di minuti come un intermezzo che scorre via senza eccessive emozioni nonostante il piacevole impasto vocale. Ci avviciniamo alla fine e con “Six Thirty Wake-Up” ritorniamo a paesaggi strumentali impreziositi da un flauto che fa capolino tra le pieghe della partitura.

Chiusura con stile, con il tour de force di “The Spell of Money” (quasi 10 minuti di canzone, ma non la più lunga dell’intero disco) dove l’ispirato Stolt arringa l’ascoltatore. Canzone cupa, che poi apre verso un chorus (sembra quasi di sentire alcuni passaggi pesantemente debitori di un “certo” Roger Waters solista) melodico che circolarmente si incastra nell’architettura di una canzone sì lineare, ma al tempo stesso per nulla scontata.

Ma chi è davvero l’alchimista di cui Roine tesse le lodi? Con molta probabilità lui stesso, dove il “manifesto” non sono altro che queste canzoni scritte con passione. Da un certo punto di vista strettamente “evoluzionistico”, il nuovo disco dell’artista di Uppsala non offre spunti di innovazione, ma regala paesaggi sognanti e colori pastello in musica.

Un disco calibrato e pensato per tutti i fan e per tutti gli amanti del rock progressivo. Per tutti gli altri un ascolto è comunque consigliato. Eleganza fatta musica.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Inside Out Music

Anno: 2018

Tracklist: 1. Rainsong (1:27) 2. Lost America (9:50) 3. Ze Pawns (8:27) 4. High Road (12:32) 5. Rio Grande (7:50) 6. Next To A Hurricane (4:25) 7. The Alchemist (6:57) 8. Baby Angels (3:48) 9. Six Thirty Wake-Up (4:17) 10.The Spell of Money (9:48)
Sito Web: facebook.com/TheFlowerKings

Saverio Spadavecchia

view all posts

Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login