Warrant – Recensione: Rockaholic

Noi amanti del vecchio hard-rock degli eighties siamo degli inguaribili rom….pipalle!!

Prima malediciamo, giustamente, il grunge, perché ha spazzato via il nostro genere preferito, poi però quando, più di 20 anni dopo, gli ordinamenti musicali sono stati ristabiliti, le camice di flanella sono state usate per appiccare falò sulle spiagge e quasi tutti i mostri sacri sono tornati alla carica con nuovi album, noi iniziamo a fare gli incontentabili.

“Ah bello “Forevermore” dei Whitesnake, però “1987” era un’altra cosa”, “Ah la Frontiers ha messo sotto contratto i Warrant, però non c’è Jani Lane quindi non li ascolto”. Ecco, se si potesse fare un sondaggio istantaneo sono certo che la maggior parte di voi, quelli dai 30 anni in su, ha pensato questa cosa. E mi ci metto io per primo, rimasto abbastanza deluso dall’ultimo, fiacco “Born Again” con Jamie St. James (ora tornato ai suoi Black ‘N Blue) alla voce.

Ma ecco arrivare “Rockaholic”, battesimo per Robert Mason (Lynch Mob, Cry Of Love), e improvvisamente le cose cambiano e i nostri si ripresentano carichi di energia tanto che potremmo definire questo lavoro il degno successore dell’ultimo grande album dei Warrant, ovvero l’ingiustamente incompreso “Dog Eat Dog” del 1992. Gli elementi determinanti di questa rinascita sono tre: il primo, senza dubbio, è la magistrale prova di Mason che con carisma impone il suo timbro intenso e deciso sul suono scanzonato e immediato della band, traghettandola nel nuovo millennio con la stessa attitudine festaiola ma, consapevole del fatto che difficilmente a 40 anni suonati si possa ancora inneggiare alla “Cherry Pie” come dei ventenni testosteronici. Il secondo plauso va allo straordinario lavoro di produzione di Keith Olsen (Whitesnake, Ozzy Osbourne, Scorpions) che insieme al mix di Pat Regan (Deep Purple, Kiss, Ted Nugent) garantisce la perfetta alchimia se si vuole un album che suoni ‘80 fino al midollo. E poi ovviamente ci sono le canzoni.

Scordatevi episodi sotto tono o strane sperimentazioni, i ragazzi ci offrono 14 tracce sapientemente dosate, capaci di alternare brani dai riff graffianti ad altri dalle melodie coinvolgenti, in grado di soddisfare gli umori di tutti gli ascoltatori. Si parte lanciatissimi con “Sex Ain’t Love” e “Snake” con chitarre ruggenti e tiro trascinante. Se cercate un po’ di relax ecco che arriva “Dusty’s Revenge” rock-blues dalle tinte western con Mason sugli scudi. Naturalmente le power-ballad di cui i Warrant sono maestri non mancano e tra queste cito “Home” che se incisa dai Bon Jovi diventerebbe una sicura hit, ma che purtroppo nessuna radio programmerà mai perché timbrata “vecchia hair-metal band”.

Dunque lasciate cadere tutti i pregiudizi e lanciatevi in questo viaggio a ritroso nel tempo, troverete una band che crede ancora nelle proprie forze, convinta, anche in questa nuova incarnazione, di poter offrire ancora molto a tutti gli appassionati di hard-rock.

Ok ok non c’è Jani Lane……ma, datemi retta, ascoltatelo, il risultato è ottimo lo stesso.

Voto recensore
8
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2011

Tracklist:

01. Sex Ain't Love
02. Innocence Gone
03. Snake
04. Dusty's Revenge
05. Home
06. What Love Can Do
07. Life's A Song
08. Show Must Go On
09. Cocaine Freight Train
10 Found Forever
11. Candy Man
12. Sunshine
13. Tears In The City
14. The Last Straw


Sito Web: http://www.warrantrocks.com/

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