Roberto Tiranti – Recensione: Sapere Aspettare

Chi segue da tempo la carriera di Roberto Tiranti sa bene che parlare di lui non significa ricordarlo solo per hit power – prog come “Moonlight” o “Lady Lost In Time” (peraltro degnissime) realizzate con i Labyrinth. La sua carriera artistica è infatti costellata di passaggi in band di spessore, più o meno commerciali. Dalla presenza al festival di Sanremo insieme ai New Trolls, ai meno noti ma molto interessanti Mangala Vallis, fino ad arrivare alle note presenze alle selezioni di X Factor, Tiranti ha da sempre dimostrato una grande apertura mentale e una grande capacità di plasmare la sua carriera su più settori. Un album come “Sapere Aspettare”, quindi, quasi interamente cantato in italiano e improntato decisamente verso un pop rock orecchiabile, dove i brani in elettrico vengono spesso sopravanzati da insoliti arrangiamenti in acustico, non deve quindi farci sussultare dalla sorpresa. Neanche se l’unica cover dell’album è quella di “Crazy”, successo planetario di Gnarles Barkley di alcuni anni fa (no, non è l’omonimo brano degli Aerosmith), di cui Tiranti propone una versione a cappella in duetto con Irene Fornaciari.
L’album si compone di brani per la maggior parte introspettivi, basati su metafore come quella di “Percorso Obbligato”, con cui si riflette sull’amore, visto in positivo e in negativo, e su introspezioni sulla vita comunque in modo serio e intenso. L’atmosfera “seriosa” dell’album è spezzata bruscamente da un altro brano a cappella, “Vado A Male”, in cui Tiranti, sostenuto da un coro di voci maschili (sullo stile dei Neri Per Caso, se mai qualcuno se li ricordasse), canta la sua attesa di una donna che è, per così dire, uscita a prendere le sigarette e non è più tornata, che contiene versi ironici e originali come “Rimango sveglio fino all’ora del pi greco”, sempre in bilico fra disperazione e sorriso. La voce di Tiranti domina comunque su tutto e diventa l’elemento centrale dell’album, ad ulteriore dimostrazione delle capacità vocali dell’artista, che è giunto in questi anni alla piena maturità dimostrata dal fatto che i suoi brani risultano intensi ed emozionanti anche senza bisogno di un acuto ogni trenta secondi.

Voto recensore
7
Etichetta: Old Mill Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Non è più tempo
02. Non lo so
03. Conta fino a 3
04. Nero cenere
05. Crazy
06. Sinceramente
07. Vado a male
08. I remember
09. Know how to wait
10. Più di ieri
11. Percorso obbligato


Sito Web: https://www.facebook.com/pages/Roberto-Tiranti-Solo-Artist/28167190948

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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  1. MARK HUGE

    ……noiosissimo!!!!!

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