Rival Sons – Recensione: Feral Roots

Dieci anni di onorata carriera, vissuti costantemente su un palco o in uno studio di registrazioni, senza troppi fronzoli ma puntando direttamente a mantenere viva la fiamma del Rock ‘n’ Roll, quello diretto, viscerale, sanguigno che ha marchiato indelebilmente gli anni Settanta. Così potremmo riassumere l’imponente cavalcata dei Rival Sons, band statunitense giunta alla pubblicazione del proprio sesto album intitolato “Feral Roots”, primo uscito sotto l’egida della storica casa discografica Atlantic Records e della Low Country Sound, nuova etichetta di Dave Cobb.

Facendo proprio la lezione di mostri sacri del genere, i Led Zeppelin in primis, il gruppo di Long Beach si è lanciato in una personale interpretazione, provando, di volta in volta, a smarcarsi dalla stanca quanto banale riproposizione di soluzioni trite e ritrite. Ogni nuova pubblicazione, infatti, ha rappresentato un passo in avanti per i Rival Sons che hanno raggiunto il punto più alto della loro carriera – almeno fino a questo momento – con il tour di supporto ai Black Sabbath. Insomma, un’investitura non da poco per il combo a stelle e strisce.

In questo percorso di crescita, dunque, “Feral Sons” rappresenta l’ennesima ottima prova firmata dal quartetto, marcata a fuoco dall’incredibile ugola di Jay Buchanan e dalla chitarra di Scott Holiday: sempre più protagonisti, i due regalano a tutti gli amanti della musica Rock bordate come l’openerDo Your Worst” o la successiva “Sugar On The Bone”, quest’ultima impreziosita da un ritornello decisamente accattivante; costruite su riff potenti, è certo che le tracce non mancheranno di incendiare le esibizioni dal vivo della band.

Sempre cariche di groove, le composizioni della sesta fatica dei Nostri si muovono lungo coordinate eterogenee che, accanto a chitarre solide e una sezione ritmica terremotante, aggiunge soluzioni funky, “Stood By Me”, gospel, “Shooting Stars”, blues, “Too Bad”, folk, “Look Away”, ballate acustiche, la title track, in una costante ricerca di commistioni di influenze. Le suggestioni di questi brani sono molteplici ma accomunate da un’anima genuina, ruvida, passionale che da sempre rappresenta il vero marchio di fabbrica dei Rival Sons.

Forti di uno spirito indomito, Buchanan e soci sono pronti a intraprendere un nuovo intenso tour a supporto di un disco maturo che rimarca, qualora ce fosse ancora bisogno, le enormi doti in fase di songwriting e la perizia tecnica e interpretativa in quella esecutiva del gruppo.

Voto recensore
7
Etichetta: Atlantic Records/Low Country Sound

Anno: 2019

Tracklist: 01. Do Your Worst 02. Sugar On The Bone 03. Back In The Woods 04. Look Away 05. Feral Roots 06. Too Bad 07. Stood By Me 08. Imperial Joy 09. All Directions 10. End Of Forever 11. Shooting Stars
Sito Web: https://www.rivalsons.com/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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