Rise Of Avernus – Recensione: Eigengrau

Dopo la buona accoglienza riservata al debut album “L’Appel Du Vide”, gli australiani Rise Of Avernus tornano sul mercato discografico con “Eigengrau”, seconda prova in studio in uscita per la nostrana Code666. Se l’esordio guardava molto a un doom metal funereo e dilatato nelle corde dei My Dying Bride, il nuovo album conferma la volontà che la band manifestò nel successivo Ep Dramatis Personæ”, ovvero la ricerca di un sound più fruibile, con numerosi inserti di musica sinfonica e soluzioni simili a band come i Cradle Of Filth e cloni a venire.

“Eigengrau” è senza dubbio un disco dalla formalità indiscutibile, i brani sono eseguiti con un inappuntabile bagaglio tecnico, gli arrangiamenti perfetti e altrettanto la produzione, curata nei particolari e con quel tocco di modernità che non guasta. Dal punto di vista della sostanza, non possiamo certo parlare di idee sorprendenti o di composizioni memorabili, ma l’impianto sonoro creato dalla band regge bene e la sua concezione di gothic metal è abbastanza godibile.

Orchestrazioni solenni, l’alternanza tra il growl di Ben Vanvollenhoven  e l’eterea voce di Mares Refalaeda oltre ai numerosi passaggi di tastiera, sono le familiari ma efficaci caratteristiche dei nostri. A volte i brani poggiano su ritmi lenti e sono pregni di malinconia, altre invece si avvicinano di più a un extreme metal moderno tout court e si velocizzano, valorizzando gli assoli di chitarra di Ben.

In questo senso, episodi come “Ad Infinitum”, che ricorda un po’ i Cradle Of Filth del periodo “Nymphetamine” o la più atmosferica “Eigenlich”, compiono il loro dovere e intrattengono piacevolmente. Un po’ come tutto questo “Eigengrau”, un album dalle melodie ficcanti che nella sua ovvietà sarà apprezzato dai sostenitori del panorama gothic/symphonic metal. Chi invece storce il naso di fronte allo user friendly, non dovrà fare altro che rivolgere altrove la propria attenzione.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Code666 Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. Terminus 02. Ad Infinitum 03. Gehenna 04. Eigenlich 05. Tempest 06. Forged In Eidolon 07. Mimicry 08. Into Aetherium
Sito Web: https://www.facebook.com/riseofavernus

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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