Ringworm – Recensione: Death Becomes My Voice

America, terra di hardcore. I Ringworm rispondono ad entrambe le caratteristiche, iniziando dal lontano 1991 e continuando nel nuovo millennio dopo un lungo scioglimento. Da allora, il gruppo ha sempre tirato fuori un tipo di hardcore punk tendente al metal estremo con ritmiche martellanti e accordature in Re tanto generico quanto semplice ed efficace. Pregio principale del gruppo è la voce di James Bulloch, un abbaiare talmente monotono da sembrare quasi robotico, ma non per questo inutile: sicuramente atipico dalla schiera infinita di cloni di Jesse Leach tipica del genere.

L’ultimo album del gruppo, “Death Becomes My Voice”, è solo il secondo a durare almeno 40 minuti: d’altro canto, considerando il loro genere-mitragliatrice, troppo materiale finirebbe per rendere l’ascolto poco immediato. Fortunatamente, a parte un intro lungo più di un minuto nella traccia d’apertura, non ci sono tempi morti. La title track segue il tipico stile del gruppo, alternando power-chord in re e tritoni con ritmiche ora veloci e tonanti, ora più lente e tendenti al breakdown. Le altre tracce seguono simili coordinate: “Acquiesce” è una delle poche canzoni dell’album a mantenersi lenta, mentre “Dead to Me” contiene melodie convenzionali in Re minore che ricordano fin troppo gli ormai sciolti Dew-Scented. Altre tracce, tra cui “Carnivores” e “The Gods of New Flesh” fanno anche uso di blast-beat. Tra le bonus track si segnala anche una cover dei gallesi The Guns.

Come gran parte degli album di metal estremo e hardcore, “Death Becomes My Voice” diventa ripetitivo abbastanza in fretta, poiché i trucchi usati dal gruppo non sono di certo molti, e la velocità delle composizioni non è proprio supersonica. D’altro canto, questo è un problema che affligge la stragrande maggioranza di gruppi del genere, perfino i più rappresentativi Hatebreed. Se non altro, l’album mantiene il proprio tiro fino alla fine senza risultare troppo prolisso, per cui per fan e stimatori del genere risulta comunque consigliabile.

Voto recensore
7
Etichetta: Relapse Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. Death Becomes My Voice 02. Carnivores 03. Acquiesce 04. Do Not Resuscitate 05. Dead to Me 06. The God of New Flesh 07. I Want to Tear the World Apart 08. Dying by Design 09. Separate Realities 10. Let it Burn 11. Final Division 12. I Hide in You 13. I'm Not Right (The Guns cover)

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