Rings Of Saturn – Recensione: Ultu Ulla

“Come stanno andando questi Rings Of Saturn?”, “Male, per Dio!”. Con questa quasi-citazione del mai troppo dimenticato “Secondo tragico Fantozzi” salutiamo il quarto disco dei Rings Of Saturn. E, no, non lo facciamo “con l’altra mano” come farebbero gli Elii.

Rimanendo fedeli alla linea “fantozziana” “Ultu Ulla” inizia “male, per Dio” con la fastidiosa “Servant Of The Sentinence”: mix di musica stile Commodore 64, riff che vogliono prendere spunto dai Protest The Hero e momenti Meshuggah al limite del plagio. Tutto messo molto a caso ed in maniera piuttosto discutibile. Canzone slegata, poco dinamica e decisamente tediosa soprattutto quando rientra la musica stile Commodore (Più precisamente certi frangenti mi hanno ricordato quella di Turrican II, ma in versione decisamente peggiore).

“Parallel Shift” non è migliore, perché i momenti di “buio e luce” vengono mal gestiti ed il cantato urlato fino all’inverosimile risulta essere davvero fastidioso. Tra le migliori del disco – perché spiazzante e strumentale –  “Unhallowed”. Finito il “momento magico” ecco arrivare “Immemorial Essence”, buoni riff di chitarra, ottima batteria ed una apertura melodica sorprendente rovinata da un cantato discutile raddoppiato immediatamente da tastiera al limite della cacofonia. Peccato.

“The Relic” parte bene, sembra quasi citare influenze norvegesi, ma poi ancora una volta l’ennesima overdose di note vomitate dagli strumenti uccide nella culla – letteralmente – una canzone potenzialmente valida.

“Margidda” nei primissimi momenti mi ha quasi ricordato alcuni passaggi Dream Theater (Metropolis Pt. II era ), ma che poi vengono subitaneamente castrati da una canzone che sembra quasi muoversi a scatti. “Harvest” parte invece quasi bene, con i primi secondi con una musica stile “carretto dei gelati demoniaco”, ma poi tutto si perde. Un magma di note che organizzano un caos primordiale che spezza la canzone in 3 – 4 momenti del tutto priva di logica e collegamento.

Bella – a sorpresa – “The Macrocosm” che gioca con un riff prima acustico e poi elettrico diventando una canzone valida e sorprendente. Ritmiche non eccessivamente contorte a dimostrazione che anche con poche note si possono fare gran cose. Davvero una gran bel pezzo. Ma la sensazione della “luce alla fine del tunnel” ecco che viene spenta da “Prognosis  Confirmed”. Banale e fastidiosa soprattutto nel break barocco di tastiere totalmente fuori da ogni logica.

Chiude questa via Crucis “Inadequate” (evito la battuta feroce nda.) che parte bene, senza troppi strumenti a rincorrers…e invece no! Dopo appena 40 secondi di intro evocativa ecco l’ennesima stucchevole slavina di note che si conclude con nuovo plagio nei confronti di una band death-core-a-caso.

La tecnica è una gran cosa, ma così come “pensata” e messa in campo dai Rings Of Saturn è decisamenete perdente. Capisco il loro death-core, capisco il genere ma in questa maniera si perde il grande disegno: “fare musica”. Un disco sterile, incapace di dare vita e di far vedere che tra gli “anelli di Saturno” ce ne sia da condividere. Bocciati senza possibilità di appello.

Voto recensore
5
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2017

Tracklist: 1. Servant of this Sentience 2. Parallel Shift 3. Unhallowed 4. Immemorial Essence 5. The Relic 6. Margidda 7. Harvest 8. The Macrocosm 9. Prognosis Confirmed 10. Inadequate

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Andrea 60

    davvero orrendi. ogni tanto si trova qualche spunto sensato, ma viene subito affogato in miriadi di note tanto iperveloci quanto completamente inutili. 5 è un voto fin troppo generoso. Ciò che mi lascia basito è che in altri siti sono stati recensiti anche con voti fra l’8 e il 9. De gustibus……

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