Ricky Warwick – Recensione: When Life Was Hard And Fast

Questo pirata nordirlandese, chiamato anche Rick Warwick, è una sorta di gatto del rock and roll, ha vissuto molte vite e ne ha viste di cose, che noi umani nemmeno possiamo capire. Dal successo giovanile dei The Almighty, ai suoi dischi solisti da cantautore sulla scia di Johnny Cash e Bruce Springsteen, fino all’imperdibile offerta di diventare il frontman dei Thin Lizzy, in una formazione-tributo che poi si è naturalmente evoluta nei rocciosi Black Star Riders, ancora oggi sulla breccia. Un corpo pieno di tauaggi e cicatrici e tante storie ancora da raccontare, utilizzando come colonna sonora la sua visione del rock, fatta di tanto sudore, un pizzico di intensità punk, un po’ di spirito Lizzyano nell’energia delle chitarre, e qualche sguaiata melodia, che funziona subito, al “buona la prima”.

E dopo sei anni di pausa solista, messa in stand by la sua band madre, ecco arrivare la calda urgenza di “When Life Was Hard And Fast”, piccolo bignami di tutte le influenze raccolte da Warwick in più di trent’anni di attività musicale, sempre sul filo del rasoio, mai soddisfatto, sempre alla ricerca di emozioni e fortemente convinto che “la musica, la letteratura, l’arte e il cinema possano ispirarci e motivarci ogni giorno. Possono queste cose cambiare il mondo? Chi lo sa per certo. Ma credo che le chitarre ad alto volume e il rock’n roll possano salvare un pezzetto di tutti noi”.

 Il piano di azione di Rick, semplice ed efficace, prevede il contributo di Keith Nelson (ex-Buckcherry), alla chitarra, composizione di buona parte del materiale (insieme a Warwick) e produzione, Xavier Muriel alla batteria e Robert Crane (Black Star Riders) al basso, insieme ad una lunga lista di amici ed ospiti come Andy Taylor (Duran Duran), Luke Morley (Thunder), Joe Elliott (Def Leppard), Dizzy Reed (Guns n Roses) e la figlia Pepper ai cori della struggente e tenera ballata “Time Don’t Seem To Matter”, qui presente nella versione “demo”, appunto per preservarne l’intensità iniziale. La forma viene spesso lasciata in seconda linea, e abbiamo davanti a noi undici canzoni di sanissima e sincera sostanza. Ricky Warwick cerca di essere sempre autentico, la sua musica non potrà mai essere originale ed innovativa e lui lo sa, giocandoci sopra con grande ardore ed un pizzico di furbizia, che non guasta mai. Il suono non deve essere perfetto, ma trasmettere emozioni, come in una “Clown Of Misery” che sembra cantata al telefono da una voce lontana, ma perfettamente presente. Se “Never Corner A Rat” spacca I timpani rievocando un passato fatto di punk e distorsione a manetta, la maestria melodica affinata in anni di composizione con gli eredi dei Thin Lizzy, porta al godimento di grandi pezzi classic rock come “Fighting Heart”, “Your My Rock ‘n Roll”, e l’iniziale e corroborante title track.

“When Life Was Hard And Fast” è una breve ma piacevolissima testimonianza di vita vissuta e di rock inciso sulla pelle del protagonista Ricky Warwick, che sembra non essere ancora stanco di comporre e suonare nuovi sogni musicali, per lui e per chi lo ascolta. Una attitudine diretta e sincera, che va premiata. Imperfetto ma necessario.

Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2021

Tracklist: 1. When Life Was Hard And Fast 2. You Don’t Love Me 3. I’d Rather Be Hit 4. Gunslinger 5. Never Corner A Rat 6. Time Don’t Seem To Matter 7. Fighting Heart 8. I Don’t Feel At Home 9. Still Alive 10. Clown Of Misery 11. You’re My Rock N Roll
Sito Web: https://www.rickywarwick.com/

Antonino Blesi

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Ascolta metal dal 1983, ha 46 anni e non vuole certo smettere. La passione vince su tutto, e sarà anche scontato, ma la buona musica non morirà mai, finchè qualcuno continuerà a parlarne ed a canticchiare un vecchio refrain....

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