Rhapsody Of Fire – Recensione: Into The Legend

I Rhapsody Of Fire sono tornati e questa volta fanno maledettamente sul serio. Dopo il controverso primo capitolo senza Luca Turilli in line-up, “Dark Wings Of Steel”, osannato da una parte di fans e bistrattato dall’altra, Alex Staropoli e soci si sono rimboccati le maniche, per ripresentarsi ai nastri di partenza con un lavoro di elevato spessore artistico. E ci sono riusciti alla grande. “Into The Legend” va a ripescare il sound degli esordi, l’appeal del symphonic power metal, i cori epici da colonna sonora, le suggestioni bucoliche degli strumenti mediavali, pur mantenendo intatta la maturità compositiva messa in mostra recentemente, con quella voglia di osare, soprattutto a livello strutturale delle song.

La maestosa title track, singolo scelto come apripista di questo undicesimo full-lenght sotto il marchio Rhapsody, ci aveva già lasciato intravedere tutte le potenzialità di un lavoro, che ha le carte in regola per diventare un masterpiece di questo 2016 appena iniziato. Il riff dell’opener “Distant Sky” ha vaghi richiami ad “Emerald Sword” e questo non potrà che lasciare in brodo di giuggiole i fan di vecchia data, che esploderanno all’ascolto dell’epico refrain. “Winter’s Rain” è un mid tempo sinfonico dotato di grande enfasi, oscuro nelle atmosfere, in cui Lione si destreggia tra melodie aperte ed un ritornello corale, supportato da un crescendo strumentale dal notevole appeal. E dopo un inizio col botto ci sarebbe già di che essere soddisfatti, ma il bello di “Into The Legend” deve ancora venire.

A Voice In The Cold Wind”, con i suoi flauti ed i passaggi acustici, ci rimanda alla mente le hit di Branduardi, con un Fabio mai così suadente, ma non lasciatevi trarre in inganno, perché il brano si sviluppa in una cavalcata epica, baciata da un ritornello Rhapsody deluxe. La palma di migliore song dell’album va però a “Valley Of Shadows”, vicina ai Goblin di “Phoenomena”, con una voce lirica a tessere la tela e la sezione ritmica, pulsante e coriacea, a stendere un tappeto rosso per Rob De Micheli, protagonista alla sei corde.

Into The Legend” è questo e molto altro. I Rhapsody Of Fire partono da una base che conoscono come le proprie tasche, quella del power metal sinfonico ed epico, inserendo tecnica strumentale ed esperienza e provando alcune divagazioni sul tema nel momento giusto, con cambi di tempo ed atmosfera, ma senza voler strafare. Sì, perché la band triestina ha capito di non dover dimostrare nulla a nessuno, scrollandosi finalmente di dosso il peso della scissione con il carismatico Turilli.

La differenza in un album, alla fine, lo fanno le belle canzoni e “Into The Legend” ne mette in fila tante. E i Rhapsody Of Fire, ne abbiamo avuto la conferma, sono tornati grandi. Tutti gli altri sono avvisati.

Rhapsody Of Fire - Into The Legend

Voto recensore
8
Etichetta: AFM Records / Audioglobe

Anno: 2016

Tracklist: 01. In Principio 02. Distant Sky 03. Into The Legend 04. Winter's Rain 05. A Voice In The Cold Wind 06. Valley Of Shadows 07. Shining Star 08. Realms Of Light 09. Rage Of Darkness 10. The Kiss Of Life
Sito Web: http://www.rhapsodyoffire.com/

alessandro.battini

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E’ il sinfonico della compagnia. Dai Savatage ai Dimmu Borgir, passando per i Rhapsody, predilige tutto ciò che è arricchito da arrangiamenti sontuosi ed orchestrazioni boombastiche. Nato e cresciuto a pane e power degli anni ’90, si divide tra cronache calcistiche, come inviato del Corriere Dello Sport, qualità in azienda e la passione per la musica. Collezionista incallito di cd, dvd, fumetti, stivali, magliette dei concerti, exogini e cianfrusaglie di ogni tipo, trova anche il tempo per suonare in due band.

9 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. antonio

    hahahhah ao quanto sentono un band italiana si sciolgono tutti, la realta’ è ben diversa, tutto già sentito e risentito, poche canzoni che rimangono in testa e tanti tentativi di mascherare la pochezza compositiva con orchestrazioni varie. Utima chicca è l’Albano Carrisi del Metal italico alias Fabio Lione che rischio di trovare alla voce anche nel gruppo che suona nel garage sotto casa mia, visto che ormai è un fre lance della musica, capace di cantare in mille gruppi e depersonalizzarli tutti. Pero visto che la musica in generale e quindi anche il metal è in agonia tocca accontentarsi e fare finta che questo disco sia bello. Brutta fine

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  2. Antonio I

    Album bello, in pieno stile Rhapsody. Personalmente avevo trovato bello anche il precedente lavoro, che a molti aveva fatto storcere il naso perchè si distaccava dal classico stile della band. Certo, come al solito accontentare tutti è cosa difficile, qualcuno dovrebbe evitare commenti inutili, tanto più se un artista non piace. I detrattori saranno pronti a dire che non c’è nulla di nuovo, cosi come ieri dicevano che Dark wings era troppo lontano dallo stile della band. Ogni album è una storia a se, va visto x quello che rappresenta in quel determinato momento. Into the legend si presenta come un album dei Rhapsody in pieno stile dei Rhapsody cercando di introdurre elementi nuovi, se non piace basta non ascoltare.

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    • Antonio

      Giusto se un artista non piace non bisogna commentare .solo commenti positivi please

      Reply (in reply to Antonio I)
  3. mark

    no appunto antonio non commentare fai piu’ bella figura

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  4. MarcoWar

    uno che va su metallus.it e dice che il metal è in agonia e come Hitler che va ad una commemorazione di vittime dell’olocausto…
    vorrei capire dove sei costruttivo nel tuo commento..

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