Rhapsody Of Fire – Recensione: Glory For Salvation

Con questo album i Rhapsody of Fire dimostrano di essere ancora tra i più grandi del genere, sfornando un disco che riesce a tenere un piede nel passato ma senza ignorare il trascorrere del tempo, e proponendo qualcosa di moderno e fresco, che verrà apprezzato dai vecchi e dai nuovi fan.

Le coordinate musicali sono le stesse, ma più mature e in un certo senso più serie e cupe, lasciando indietro alcune sonorità troppo semplici che hanno avuto successo in passato ma che oggi farebbero un po’ storcere il naso.

Anche a livello di testi, la continuazione della saga iniziata nel precedente “The Eigth Mountain” sembra evolversi, staccandosi dal mero racconto eroico e diventando una metafora del quotidiano.

L’iniziale “Son Of Vengeance” è forse il pezzo che più guarda al meglio del passato del gruppo, senza copiare ma riportandoci indietro di qualche anno, senza sapere di stantio. 

The Kingdom Of Ice” amalgama perfettamente parti più tirate con parti rilassate condite da intermezzi ritmati e ci porta alla title track, che solo per gli intrecci vocali meriterebbe il massimo dei voti, ma sono splendidi anche l’assolo e il mood in genere.

L’intermezzo “Eternal Snow” ci accompagna a “Terial The Hawk“, un pezzo che mi ha stupito particolarmente, forse il più folk mai scritto dalla band e sicuramente quello che più mi ha entusiasmato, grazie anche alla sua semplicità.

Ho apprezzato in modo particolare anche la seguente “Maid Of The Secret Sand“, brano che ad un primo ascolto scivola via ma trova il suo vero valore negli ascolti successivi. Ora mettiamoci comodi e godiamoci i dieci minuti splendidi di “Abyss Of Pain II” (la prima parte fa da intro all’album precedente), che passa da alcuni dei momenti più cattivi del gruppo che strizzano l’occhio agli Helloween di “The Dark Ride” ad altri tragici, grazie anche a una grande prova di Giacomo Voli. 

L’accoppiata “Infinitae Gloriae” e “Magic Signs” ci mostra le due facce dei Rhapsody of Fire del 2021, la prima più aggressiva, la seconda più sentimentale, ma, se da una parte entrambe si ascoltano facilmente, dall’altra, soffermandosi un po’ di più, ci si rende conto di una densità di idee veramente impressionante.

Purtroppo stiamo giungendo in fondo, con “I’ll Be Your Hero”, uno dei due singoli estratti dall’album, canzone molto orecchiabile, ma forse non una delle più significative, e la conclusiva “Chains Of Destiny”, che riprende la prima come idea di ammodernamento delle sonorità del gruppo.

Un album che dimostra che Rhapsody of Fire sono ancora i migliori in quello che fanno, ma mentre nel passato questo era un gruppo amato dai fan, ma preso poco sul serio dagli altri, nella loro nuova veste credo riusciranno ad allargare la loro platea senza snaturarsi.

Etichetta: AFM Records

Anno: 2021

Tracklist: 01. Son Of Vengeance 02. The Kingdom Of Ice 03. Glory For Salvation 04. Eternal Snow 05. Terial The Hawk 06. Maid Of The Secret Sand 07. Abyss Of Pain II 08. Infinitae Gloriae 09. Magic Signs 10. I'll Be Your Hero 11. Chains Of Destiny
Sito Web: https://www.rhapsodyoffire.com/

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