Danger Danger – Recensione: Revolve

Sono passati nove anni dal fantastico ultimo album dei Danger Danger, quel "The Return Of The Great Gildersleeves" che mescolava agilmente e con grande efficacia il party rock degli esordi con una moderna muscolarità portata soprattutto dal sottovalutato Paul Laine. Quattro anni dopo, nel 2004, la riconciliazione con Ted Poley, storico frontman della band, veniva celebrata in una grande performance allo Sweden Rock Festival. Ora è tempo di sentire nuovo materiale, e di accorgersi che il tempo sembra essersi fermato: l’attitudine a tratti sfrontata a tratti scherzosa con cui i Danger Danger interpretano in modo assolutamente personale una proposta musicale a cavallo tra hard rock e AOR è rimasta la stessa. Arrangiamenti e produzione, però – come già accadeva nella Laine-era – sono assolutamente al passo coi tempi, e ci restituiscono un sound scintillante. Confrontati ad un’opera altrettanto efficace come l’ultimo House Of Lords, se in quel caso si può parlare di coerenza e riconoscibilità immediata delle sonorità che hanno reso grande la band, qui c’è un altrettanto importante sapersi mettere un vestito all’ultima moda senza cambiare dentro.

E così arriva un inizio arrembante e scanzonato, con l’opener e la leggera "Hearts On The Highway" e in mezzo un’accoppiata di pezzi in cui, complici le immancabili tastiere, la melodrammaticità è così intensa da prendere lo stomaco. Cosa non usuale per una band etichettata come "pop metal", che del resto non fa mistero di fregarsene del successo commerciale nel momento in cui canta "Fuck You, Money!": e non si tratta di frustrazione né di parole senza significato, perché alla base della solidità e della qualità impressionanti di "Revolve" ci possono essere soltanto convinzione e passione, che aiutano a superare anche i momenti in cui le ambizioni vengono stroncate assieme al successo. Accadde a tanti melodic rockers all’inizio degli anni ’90, ma quelli "di qualità" hanno avuto la forza di rialzarsi. E’ da questa prospettiva che devono essere letti pure un pezzo imbarazzantemente eighties come "Keep On Keepin’ On" o la più leggera "Rocket To Your Heart". Impeccabili, come di consueto, le ballad d’ordinanza "Fugitive" e "Never Give Up", sulle quali è perfino superfluo applaudere.

"Revolve" è un lavoro che – pur suonando come una bomba, merito della produzione di Bruno Ravel -, rispetto a "The Return Of The Great Gildersleeves" si riavvicina in termini di stile ai Danger Danger degli esordi. E non si tratta semplicemente del ritorno di Ted Poley. A prescindere dai gusti e dalle preferenze, dopo l’ennesimo ascolto ciò che rimane è la semplice e nuda verità: una band clamorosamente sottovalutata ci ha regalato un altro capolavoro di trascinante rock e melodia.

Voto recensore
9
Etichetta: Frontiers

Anno: 2009

Tracklist:

01. That's What I'm Talking About

02. Ghost of Love

03. Killin' Love

04. Hearts On The Highway

05. Fugitive

06. Keep On Keepin' On

07. Rocket to Your Heart

08. F.U.$

09. Beautiful Regret

10. Never Give Up

11. Dirty Mind


Sito Web: http://www.myspace.com/dangerdanger

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Giulio B

    Devo dire che la parola capolavoro calza a pennello a questo “Revolve”!
    Dopo i 2 strepitosi album di esordio, a qualche passo falso e/o di cambiamento, sembra veramente che il tempo si sia fermato a 20 anni e piu fa. Rock melodico di grande caratura per moltissime delle presenti new songs.
    Le tre canzoni iniziali, i due lenti, “Fuck You Money” valgano da sole il 9 che condivido in pieno!

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login