Kill Devil Hill – Recensione: Revolution Rise

Nonostante il nome Kill Devil Hill non susciti probabilmente una grande reazione tra gli appassionati meno attenti della musica metal a far risaltare questa band rispetto alla media ci pensa soprattutto la conformazione della line-up: una base ritmica composta da Rex Brown (Pantera) e Vinnie Appice mette un bel punto fermo su cui costruire l’ossatura delle canzoni, ma in questo caso a colpire in modo ancora più convincente sono il singer Jason Bragg (già membro dei dimenticati Pissing Razors) e il non proprio conosciuto chitarrista Mark Zavon.

Sono infatti le vocals potenti di Bragg e il riffing compatto di Zavon i protagonisti principali di un lavoro che prende evidentemente spunto da quello che negli anni novanta veniva chiamato alternative metal, ma che in fin dei conti resta, in questo caso, molto vicino al più canonico hard & heavy in più punti.

Canzoni aggressive, ritmate e trascinanti come “No Way Out”, “Crown Of Thorns” o “Leave It Behind” evitano accuratamente la deriva più mielosa e radiofonica, per impastare un suono che vede tra le influenze rintracciabili Alice In Chains, Soundgarden e Black Sabbath, ma anche l’hard rock americano più duro di fine anni ottanta.

Si tratta di una miscela che potrà apparire anche datata o prevedibile, ma, come spesso accade, a far pendere la bilancia dalla parte giusta sono la qualità del songwriting e la professionalità del prodotto finito. Tante sono infatti le canzoni riuscite, sia le prime tre già citate. come la bella e nerissima “Wake Up The Dead”, il rock scattante di “Endless Static” e la melodia coinvolgente di “Stealing Days”.

Molto ben curati sono anche i particolari, a partire dalla qualità eccellente della produzione, per non lasciarsi mancare assoli ricchi di pathos e ben incastrati nelle song o le tante rifiniture ritmiche che un batterista esperto come Vinnie Appice può garantire.

Aspettarsi più di questo da un disco di alternative metal ci pare utopistico. Se siete tra quelli che ancora oggi amano e seguono questo filone non troverete al momento nulla di meglio da ascoltare.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Century Media Records

Anno: 2013

Tracklist:

01. No Way Out
02. Crown Of Thorns
03. Leave It All Behind
04. Why
05. Wake Up The Dead
06. Long Way From Home
07. Where Angels Dare To Roam
08. Stained Glass Sadness
09. Endless Static
10. Stealing Days
11. Life Goes On


Sito Web: https://www.facebook.com/KillDevilHillMusic

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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