Lacrimosa – Recensione: Revolution

Un titolo come “Revolution” la dice lunga su quello che vuole essere il futuro dei Lacrimosa. Se già a partire da “Lichtgestalt”, la band aveva fatto registrare un ispessimento del proprio sound, virando dalla darkwave ai lidi del gothic metal, già ben presente nell’ultima release “Sehnsucht”, il nuovo esito “Revolution”, vede Tilo Wolff e Anne Nurmi prediligere un approccio ben più muscolare. Il trademark della band, fatto da numerosi innesti sinfonici e da un cantato elegante e sofferto, non viene a mancare minimamente, ma questa volta, accanto alle influenze classiche, ecco emergere riff di chitarra taglienti e veloci, una sezione ritmica ben più robusta e lo sporadico ricorso al growling. Una cornice, se non inedita per i nostri, che tuttavia diventa l’essenza stessa del nuovo album. Non è un caso che alla chitarra sia presente un nuovo acquisto, il veterano Henrik Flyman (Evil Masquerade ed ex-Mohani Mohana), il cui strumento dona al lavoro un tocco decisamente heavy, insieme a dei guest che non hanno bisogno di presentazioni: Mille Petrozza (Kreator) e Stefan Schwarzmann (Accept). “Revolution” tributa dunque tutta l’ammirazione e l’interesse di Tilo verso il metal, con episodi che non lasciano dubbi in proposito. Lo capiamo subito con “If The World Stood Still A Day”, “This Is The Night” e soprattutto la titletrack, a ben vedere il brano più granitico composto dalla band negli ultimi tempi. Una menzione particolare per “Feuerzeug”, ricco di elementi che vanno dal metal al cabaret, a giudizio di chi scrive il migliore brano che i Lacrimosa abbiano composto da una decina di anni a questa parte. Il difetto di “Revolution” è forse da vedersi nell’utilizzo soltanto sporadico della voce celestiale di Anne Nurmi, elemento caratteristico del gruppo, ma è probabile che il passaggio a un sound più duro non lo richiedesse, per lo meno in questa occasione. “Revolution” non è un capolavoro ma comunque un ottimo disco, ideale come back per il rilancio di un ensemble che di recente riposava un po’ troppo sugli allori.

Voto recensore
7
Etichetta: Hall Of Sermon / Audioglobe

Anno: 2012

Tracklist:

01. Irgendein Arsch Ist Immer Unterwegs
02. If The World Stood Still A Day
03. Verloren
04. This Is The Night
05. Interlude - Feuerzeug (Part 1) - Instrumental
06. Feuerzeug (Part 2)
07. Refugium
08. Weil Du Hilfe Brauchst
09. Rote Sinfonie
10. Revolution


Sito Web: www.lacrimosa.ch

6 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Serezha

    Brutto, brutto, brutto disco. Piatto, banale, pezzi scritti e cantati male.

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    • Gianni

      Opinione opinabile.
      A mio parere il disco è valido ed alcuni pezzi molto belli (revolution ed altri).

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      • Andrea Sacchi

        Infatti…mi sembra di dirlo chiaramente nella recensione, non sto stroncando l’album. Anzi, direi che è uno dei loro lavori migliori negli ultimi anni

        Reply (in reply to Gianni)
  2. Davide

    Un bell’album! Sono felice che Anne canti poco visto che canta malissimo 🙂

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  3. Chris

    Bellissimo! Tilo Wolff sembra incazzato con quella sua voce particolare che in Revolution diventa piu cupa e oscura… le chitarre taglienti, la rabbia della batteria! Fanno pensare che Tilo con la collaborazione di Mille Petrozza si stia inclinando piu al METAL lasciando un po daparte i Violini, il piano forte, le arpe e le trombe…Alla Grandeeeeeeeeeee

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