Revenge – Recensione: strike.smother.dehumanize

Siamo tutti riconoscenti ai Revenge sia per la quantità spropositata di meme che hanno ispirato, che per lo stile grafico che li contraddistingue da sempre (i titoli rigorosamente a tre parole divisi da puntini, i font identici, le copertine minimaliste ed indistinguibili), e che ha permesso ad ogni appassionato lo sfoggio della loro intera discografia nel salotto buono, manco fossero i volumi Treccani. Più difficile invece è dimostrare gratitudine alla band ascoltandone la musica con pazienza, visto che, da qualsiasi parte la si guardi, la produzione dei canadesi nuota in una tenebra caotica e satura di rumore, che annulla la vista e disorienta l’udito. Il nuovo album va quindi ad arricchire un canzoniere che, partendo come al solito dalla materia povera di cui era costituito originariamente il black metal (produzione ipercompressa, registrazione a dir poco amatoriale, rifiuto ostinato di compiacere anche minimamente il malcapitato ascoltatore) crea un suono vicino per risultato a quello primitivo dei Blasphemy, pur essendo caratterizzato da ben altra complessità strutturale.

Anche in questo “strike.smother.dehumanize” (Season of Mist, non la più sconosciuta etichetta underground del pianeta, insomma) il progetto di James Read si dimostra in grado di rielaborare residui di lavorazione Slayer (“Salvation Smothered (Genocide Of Flock)”), assalti a la Converge (“Lightning Mithos”) e persino mid tempo destinati ad implodere tragicamente (“Excommunication”) in un impasto viscoso e mai accattivante. Poco importa quanto sia difficile distinguere la chitarra da un synth, o che in alcuni momenti paia esserci un cane al microfono (e non intendo un pessimo cantante, mi riferisco proprio ad un quattro zampe, vedi la chiusa di “Genocide of Flock“), il disco si rivolge esclusivamente a chi è già fan della band, e io avrei scrupoli  nel consigliarlo a cuor leggero ad altri. Ai più curiosi segnalo comunque la (tutto sommato piacevole) sorpresa di una “Reaper Abyss (Real Rain)“, posta in apertura, dalla struttura ondivaga e vicina al brutal più tecnico, e l’assalto rovente di “Human Animal”. Per concludere, questo disco è la traduzione sonora del peggior mal di testa che abbiate mai avuto: sgradevole ed ossessivo, eppure sufficientemente complesso da non poter mai essere ingabbiato in uno schema e quindi curato. Quel dolore acuto ed inafferrabile che rende la luce ospite sgradito, e che vi fa sospirare ad ogni instante: “Giornata.Di.Merda”.

strike.smother.dehumanize
Etichetta: Season of Mist

Anno: 2020

Tracklist: 01 Reaper Abyss (Real Rain) 02 Reign Power (Above All Born) 03 Oath Violator 04 Salvation Smothered (Genocide Of Flock) 05 Human Animal 06 Excommunication 07 Lightning Mythos 08 Self Segregation (System Torched) 09 Death Hand (Strike Dehumanization) 10 Apostasy Imposed (Takeover Mode)
Sito Web: https://revengeofficial.bandcamp.com/

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