Revenge – Recensione: Behold.Total.Rejection

E’ ascoltando album come “Behold.Total.Rejection”, quinta prova in studio dei canadesi Revenge, che ci chiediamo se abbia ancora un senso proporre musica estrema suonata in questo modo.

Il two-piece di Edmonton è rimasto fermo a venticinque anni fa, quando il panorama underground viveva musicalmente di un marasma illogico e violento, ma per lo meno mostrava un bacino creativo interessante. Oggi però non riusciamo a giustificare i Revenge nemmeno nascondendoli dietro all’altarino dell’attitudine che anche loro, come ogni brutalone nichillista che si rispetti, portano avanti con orgoglio.

“Behold.Total.Rejection” rispecchia tutti i cliché di un suono sotterraneo figlio del black oltranzista e primordiale e del death più brutale e meno tecnico. Registrazione e produzione amatoriali, esecuzioni pesantissime e rozze (naturalmente volute) dove emergono grunt vocals disumane, blast beats e riff di chitarra velocissimi.

Chi segue le gesta di loschi figuri come i loro connazionali Blasphemy, gli americani Black Witchery o gli australiani Bestial Warlust, potrà comunque trovare un’alternativa nei Revenge. Dal canto nostro però, proprio non capiamo come si possano porre dei simili paletti a ogni ipotesi evolutiva.

Voto recensore
5
Etichetta: Season Of Mist

Anno: 2015

Tracklist:

01. Scum Defection (Outsider Neutralized)
02. Shock Attrition (Control In Decline)
03. Wolf Slave Protocol (Choose Your Side)
04. Mass Death Mass
05. Mobilization Rites
06. Silent Enemy
07. Desolation Insignia
08. Hate Nomad
09. ETHR (Failure Erased)
10. Nihilist Militant (Total Rejection)


Sito Web: https://www.facebook.com/RevengeofficialSoMpage

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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