Joe Stump – Recensione: Revenge Of The Shredlord

Quando anche la tua casa discografica ti fa pubblicare un disco in agosto, mese notoriamente fermo per il mercato, forse è tempo di fare un esame di coscienza. Certo, se le caratteristiche del personaggio sono quelle che crediamo, è oltremodo improbabile che Joe Stump, giunto a questo punto  della sua carriera, decida che è ora di cambiare stile, o di cambiare  strumento, o di cambiare mestiere. Peccato, perché un suo cambio di attività gioverebbe a tutti, in primo luogo a chi compie la malaugurata scelta di ascoltare questo “Revenge…”, che già dal titolo potrebbe strappare una grassa risata e che si conferma per quello che è: una raccolta di arpeggi senza capo né coda, senza nessuna originalità e senza nessun interesse.

Mettiamo da parte per un attimo l’annosa disputa su chi sia il chitarrista degno di fregiarsi del titolo di miglior shredder in assoluto. Cerchiamo anche di dare merito a Joe Stump, del quale non possiamo non riconoscere la (purtroppo negativa) coerenza. Questo è il suo decimo album da solista e lo stile è ancora, inequivocabilmente, quello. Ovvero lo stile di un musicista che non riesce ad averne uno proprio, e che continua a scimmiottare il peggiore Yngwie Malmsteen senza riuscire a tirare fuori una melodia, un riff o un arpeggio minimamente originale. A parte la produzione, sempre impeccabile, non c’è veramente niente da salvare per questo lavoro. Lo shred e il neoclassico sono generi finiti? Probabilmente no, ma l’inutile contributo di Joe Stump potrebbe far pensare che sia così.

Voto recensore
4
Etichetta: Lion Music

Anno: 2012

Tracklist:

01. The Ritual Begins
02. Man Your Battle Stations
03. Pistoleros
04. Shredlord's Sonata
05. Master's Prelude
06. In the Master's House
07. The Black Knight's Castle
08. Enter the Coven
09. Evil Beasts Below
10. Strat Outa Hell
11. White Knuckle Mayhem
12. The End Approaches


Sito Web: www.JoeStump.com

14 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Flavio Fly Canato

    mah… recensione centrata in pieno, quello che mi spaventa è il 10 degli utenti, che spero premino l’eccellente tecnica ma non l’originalità. Ho adorato Malmsteen almeno fino a quando dava spazio a Jens Johansson (ora Stratovarius) e non tentava di riempire “ogni singola battuta” con una frollata di minore armonica… da questa altezza… posso solo dire che Joe Stump è davvero un chitarrista estremamente preparato, ma che dovrebbe regalare anche qualche “pausa” tra una nota e l’altra, per far respirare la musica che non ha sempre bisogno di note, per comunicare!

    Il neoclassico non è morto… non voglio crederlo… sicuramente è diventato parte di qualcosa che pochi hanno compreso. Colossi come Vinnie Moore, Michael Romeo riescono ancora a inserire lick piacevoli, potenti, melodici e azzeccati… ma per arrivare a questo bisogna ascoltare tanta ma tanta musica… di sicuro Stump ha deciso di suonare per quel centinaio di fan che compra un suo cd dove inizia da subito a sbrodolare, finendo dopo 50 minuti (quando va bene)…

    Mi auguro che il neoclassico non muoia mai… ma che alcuni musicisti come stump capiscano che… hanno davvero rotto!

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    • giovanni mozzicone

      sul fatto che joe stump sia un esempio sbiadito di yngwie è certo. lo stesso joe ha manifestato apertamente la sua influenza. i suoi pezzi rimacinano e riadattano i riff e gli assoli dello svedese, senza per altro avere il vibrato caratteristico di malmsteen. proprio per questo volevo sottolineare e rimarcare l’importanza dello svedese nel campo della chitarra elettrica. vinnie moore (che ho visto deludermi ampiamente in versione live) e michael romeo sono altrettanto debitori dello stile di malmsteen. vinnie moore utilizza toni meno rockeggianti, ma i licks sono esattamente quelli, con l’aggiunta di qualche elemento alla al di meola e, quando fa blues, di jeff beck. michael romeo si inserisce maggiormente in un contesto prog band, per cui la sua musica risulta, apparentemente più variegata, potendo contare di diversi intermezzi solistici di basso, batteria e, soprattutto tastiera. a questo proposito, credo che l’idea di malmsteen di rinunciare ai classici duetti con tastiera, vada interpretato come la volontà di rendere i pezzi più “compatti” e maggiormente metal.
      dopo questa (lunga) premessa, vorrei esprimere il mio parere a proposito della creazione artistica COERENTE, che viene vista dal recensore (e non solo) come elemento negativo…
      penso che nell’esprimere la propria Arte c’è chi voglia mostrare la propria versatilità e capacità di cambiare sempre la propria cifra stilistica, ma c’è anche chi la propria Idea la voglia affinare volta per volta. se pensiamo a grandi artisti del passato, non credo che ci sogneremmo di criticare la pittura di van gogh, caravaggio, bacon, leonardo, bach, vivaldi… ecc. perchè utilizzano lo stesso stile e a volte riutilizzano gli stessi elementi del loro percorso creativo. il mio cruccio è proprio quello di riabilitare yngwie proprio su questo punto, il suo “apparente” ripetersi è da intendersi come un processo di affinamento stilistico, che, come per tutti gli artisti, può comportare degli alti e dei bassi, ma è da apprezzare proprio per la sua coerenza.
      ritengo malmsteen un ottimo compositore (a questo proposito sarebbe interessante confrontare il percorso di altri musicisti anche più celebrati, che però negli anni non sono assolutamente stati in grado di rimanere ad alti livelli compositivi: jimmi page, eric clapton, van halen …), e anche ultimamente (seppur danneggiato da una produzione pessima) ha composto brani interessanti, con una frequenza di quasi un album all’anno (probabilmente con una maggiore selezione i risultati sarebbero ancora migliori, ma è proprio l’ego eccessivo una peculiarità di yngwie, nel bene e nel male)
      concludo citando alcuni pezzi melodici che malmsteen ha composto nella sua carriera:
      black star, icarus dream, marching out, crying, dreaming, save our love, amberdawn, cry no more, golden dawn, forever one, brothers, blue, majestic blue, guardian angel, cross to bear…
      ecco joe stump nella sua carriera non è mai riuscito a comporre linee melodiche a livello di quelle di yngwie e, secondo me, non ci sono riusciti nemmeno i tanti imitatori dello svedese ( con qualche eccezione, primo fra tutti jason becker…)

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  2. Anna Minguzzi

    Prima di tutto vorrei ringraziare Flavio e Giovanni per le loro risposte e la loro evidente competenza in ambito musicale. Vorrei specificare che il mio riferimento alla coerenza di Joe Stump era inteso in senso negativo solo perchè reputo il suo stile inutile e ripetitivo; non è che il fatto di essere coerente in sè sia un qualcosa di negativo. 😉
    Ecco, ovviamente, parlando di Jason Becker, magari si dovrebbe dire che Malmsteen è stato uno dei suoi tanti ispiratori, ma credo che, a parte qualcosa in “Perpetual Burn”, ci sia ben poco di affine.

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  3. giovanni mozzicone

    ok, grazie per la precisazione!
    in effetti, ripensandoci non è così interessante essere coerenti nello scopiazzare qualche altro!
    😉
    per quanto riguarda lo sfortunato jason becker, agli esordi (lui diciassettenne- diciottenne) era chiaramente influenzato da malmsteen (memorabile il video in cui lui a scuola reinterpreta black star) probabilmente seguendo un trend dettato da mike varney, che voleva sfruttare il successo mediatico di quegli anni sui guitar heroes ed ecco i 2 album dei cacophony (con marty friedman), pubblicizzati come l’unione di malmsteen con i metallica. jason usava molto lo stile paganineggiante di yngwie, reinterpretandolo, però con un uso maggiore della leva e con scale più orientaleggianti, cosa che è diventata più marcata nel suo album solista perpetual burn dove gli elementi malmsteeniani sono appena accennati e jason si mostra in tutta la sua personalità. la collaborazione con david lee roth apriva nuovi scenari, purtroppo interrotti…
    il mio rammarico è che non saprò (sapremo) mai cosa ci avrebbe offerto in seguito il talento smisurato di becker (gli album post malattia non sono del tutto attendibili secondo me).
    da amante del rock e della chitarra aspetto con ansia un nuovo talento che mi sconvolga nuovamente come non avviene ormai dagli anni dei vari yngwie, satriani, vai, jason becker…

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    • Anna Minguzzi

      Sì, ho presente il video, tra l’altro l’hanno ripreso anche in Not Dead Yet; impressionante, come tutto quello che ha fatto e che in altro modo sta continuando a fare…converrai con me però che con “Perspective”, che io non definirei post malattia, anche se è vero che non l’ha suonato lui, di malmsteeniano non c’è niente! 😉 Per il resto concordo in pieno, citando David Lee Roth nella sua autobiografia, dice di Jason “The world was waiting to print his picture, man. And he go struck down way too fucking early in the game”.

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  4. luca

    avete scritto delle cazzate tremende.. chiaramente non siete musicisti professionisti.. il perche poi uno che fa quel genere dovrebbe fare altro non s è capito. io personalmente mi aspetto di sentire quei mille arpeggi e note anche se so di essere fra i pochi esclusivamente interessati allo shred.. ma è quello che voglio da un suo cd e ne sono pienamente a conoscienza comprandolo cosa che invece mi deluderebbe sarebbe se lui non rispettasse il suo standard compositivo e si mettesse a suonare altro. poi comunque fateli voi i dischi e poi vediamo. ma da un disco di stump io pretendo estremo sshred cazzo e nient altro!!

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    • Richard

      Sono pienamente in accordo con te, ache io voglio shred da Joe Stump e vorrei album interamente strumentali dalla maggior parte dei chitarristi che suonano questo genere, ad esempio anche se apprezzo il nuovo di Jeff Loomis, penso che sia molto meglio senza vocale, sopratutto quel pezzo rovinato dal cantante degli ex Emperor.

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  5. luca

    ed anche lui naturalmente è cosciente delle sue scelte mirate esclusivamente ad una ristretta cerchia di amatori.. non è che è scemo che non capisce un cavolo joe stump e voi siete i fenomeni. poi lui compone anche per altre band e da solista sceglie di fare quello.. e per me e altri fa bene a fare cosi!! di certo non punta alle vendite.. ma ne sarà crrtamente cosciente.. senó se ognuno facesse quello che gli altri si aspettano.. musica è libertà!

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  6. Richard

    Che recensione idiota, fatta con i paraocchi… gia` dire che e` una copia sbiadita di Yngwie Malmsteen questo si che vuol dire recensire senza avere nessuna originalita` e copiare quello che dice altra gente ignorando tanti altri chitarristi che allora anche loro dovrebbero essere copie di Malmsteen solo perche` suonano lo stesso genere musicale, mi vengono in mente Katsu Ohta, James Byrd e poi sicuramente ce ne saranno tanti altri.

    Allora Malmsteen e` una copia di Uli Jon Roth, visto che lui faceva neoclassical metal ben prima di Yngwie.

    Allora tutti ci saranno migliaia di gruppi che suonano come gli Slayer, sono tutti copie degli Slayer? Centinai di gruppi che suonano come i Candlemass, sono tutti copie sbiadite dei Candlemass?

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  7. Anna Minguzzi

    Secondo me la differenza è che Malmsteen (se vogliamo parlare di lui) si è ispirato a Roth e a Blackmore, ma è poi riuscito a costruirsi un suo stile. Joe Stump non ha un suo stile, continua a scopiazzare, e lo fa anche male. 😉

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    • Richard

      Guarda hai detto bene “Secondo te”, perche` star a discutere sui gusti musicali puo` al limite essere una conversazione d’informazione/educativa, visto che quello che puo` essere bello per uno puo` non esserlo per un’altro; per questo motivo ho sempre usato le recensioni musicali per avere una idea generale di cosa si tratti, sopratutto ai tempi quando non c’era internet, ma mai credendoci ciecamente.

      Quello che pero` non accetto (e sopratutto quando c’e` di mezzo Joe Stump) e` che ogni volta che si parla di lui viene immediatamente accostato ad Yngwie Malmsteen come una brutta copia del suddetto, per il semplice motivo che Malmsteen e` il piu` famoso chitarrista neoclassico in esistenza. Beh, Malmsteen ha iniziato all’inizio degli anni 80 con gli Steeler allo stesso tempo o forse anche dopo James Byrd con i Fifth Angel, eppure nessuno dice che Malmsteen e` una copia/brutta copia di James Byrd e non ho mai visto nessuna recensione dire che James Byrd sia una copia sbiadita di Malmsteen.

      Se vai a guardare chi tutti questi chitarristi neoclassici citano come fonti d’ispirazione, sono sempre gli stessi nomi: Paganini, Vivaldi e compagnia bella, Ritchie Blackmore, Uli Jon Roth ed al limite anche dopo aver visto gli spettacoli di Jimi Hendrix in televisione, quindi pare che vengano tutti dalla stessa scuola.

      Per questo motivo rimango convinto della mia idea che comparare Joe Stump ad una copia mal riuscita di Malmsteen sia riduttivo, sia per chi lo scrive che per chi lo legge.

      Un saluto, Richard

      Reply (in reply to Anna Minguzzi)
  8. Richard

    Penso che a questa recensione manchi la parte più importante, ossia… LA RECENSIONE! Leggendo le tue parole le uniche cose che riesco a carpire sono che Joe Stump e` o potrebbe essere simile ad Yngwie Malmsteen ma in peggio.

    Io non sono capace a recensire, ma credo che in una recensione ci possano o debbano essere alcuni elementi per dare una idea al lettore di cosa si tratti, per esempio: Stile, pezzi favoriti e perché, magari comparare l’album in questione con alcuni album precedenti dell’artista in questione e via dicendo.

    Nella tua recensione quello che dici e` praticamente: Brutta e stanca copia di Malmsteen, sarebbe meglio se Stump si levasse dalle scatole, si capisce solo che non ti piace, quello si capisce molto bene.

    Una “recensione” cosi sono capace anche io a farla: Dean Cascione artista che suona chitarra neoclassica strumentale ed e` arrivato dopo Joe Stump…

    Suona come Joe Stump ma non dice niente di nuovo, sarebbe meglio se si levasse dai piedi.

    Oppure: Dean Cascione nuova leva di Joe Stump, suona come lui e` una copia esatta ma in meglio!

    Dove sta` la recensione? Capisci…?

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  9. giovanni mozzicone

    eh si, sul fatto che i gusti non si possano discutere e che nessuno possa imporre ad altri le proprie preferenze artistiche, è vero: la bellezza è soggettiva!
    io non posso evitare agli estimatori di gigi d’alessio di emozionarsi sentendo le sue canzoni e di preferirlo ai pink floyd.
    però esistono dei dati oggettivi anche nell’arte.
    è lo stesso joe stump che dichiara amore eterno ad yngwie e dice di essersi ispirato a lui (anche per l’ultimo album), in un’intervista scherzosamente dichiarò che “se yngwie ingrassa anche io ingrasso”…
    è un dato oggettivo che usa praticamente gli stessi riff e le stesse scale (con piccole variazioni), tenta di riprodurre lo stesso suono…
    ci mette grinta, intermezzi blues alla SRV, qualche sweep più articolato, ma non va oltre…
    a molti piacerà, anche più dello svedese, ad alcuni amanti dello shred potrebbe risultare ancora più tecnico…
    certo nessun musicista (e artista) è completamente privo di influenze. malmsteen, in particolare, come lui stesso ha dichiarato, deve molto a blackmore o a uli roth, però “stilisticamente” ha creato un suo modo di suonare fatto di patterns riconoscibilissimi al primo ascolto, che niente hanno a che vedere con quanto espresso da ritchie blackmore e uli roth (cosa che hanno riconosciuto loro stessi in diverse interviste). è innegabile che da quando malmsteen sia entrato in scena, agli inizi degli anni ’80, abbia riportato nuova linfa nel mondo della chitarra e abbia reinventato il ruolo stesso dei guitar heroes.
    non credo che il simpatico joe stump abbia avuto la stessa influenza nel mondo della musica, è un dato oggettivo.
    poi ognuno è libero di preferire chi vuole…

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  10. Enrico

    Mah… io non sono un grande intenditore ma il disco mi è piaciuto. Poi… per carità se gli intenditori dicono che fa schifo evidentemente sarà così ma sapete… nella vita, non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace. Per me a 7 ci arriva.

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