Bloodbath – Recensione: Resurrection Through Carnage

Il progetto Bloodbath nasce con l’intento di tributare onori e gloria allo swedish death metal degli albori. Dopo il mini album di un paio di anni fa si attendeva il full lenght a confermare le buona vena compositiva di Dan Swano e soci. Che dire, senza nulla togliere alla classe e alla preparazione dei musicisti coinvolti non possiamo che registrare ‘Resurrection Through Carnage’ tra le uscite tutt’altro che fondamentali di questa annata non eccezionale per la musica estrema. Tutto funziona nelle dieci tracce presenti, ma ci sono davvero troppi pochi momenti in cui entusiasmarsi, anche senza aspettarsi null’altro che quello che viene esplicitamente dichiarato. Sopra la media ‘Mass Strangulation’, ‘Death Delirium’ ‘Trail Of Insects’ e ‘Like Fire’, brani che riescono in qualche frangete a portarci indietro nel tempo e regalarci emozioni paragonabili agli ascolti di un tempo. Non un opera brillantissima quindi, ma un lavoro competente e formalmente perfetto, quanto basta per raccogliere approvazione tra le file degli estimatori del death classico. A loro un ascolto è più che consigliato.

Voto recensore
6
Etichetta: Century Media / Self

Anno: 2002

Tracklist:

Tracklist: Ways To The Grave / So You Die / Mass Strangulation / Death Delirium / Buried By The Dead / The Soulcollector / Bethe In Blood / Trail Of Insectes / Like Fire / Cry My Name


riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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