Death SS – Studio Report – Resurrection – Pt.1

E’ un bel sabato assolato e limpido quello che fa da cornice al Promo Day ufficiale dedicato a “Resurrection”, nuovo album dei “rinati” Death SS. La location, perfetta, è lo studio di Freddy Delirio, tastierista della band, ovvero l’ FP Recording Studio, studio ricavato in un bellissimo casolare. Il clima è veramente molto rilassato, con la band presente al completo, a partire ovviamente da Steve Sylvester e dal padrone di casa Freddy Delirio, seguiti poi da Al Denoble, Glenn Strange e Bozo Wolff, new entry nella band.

Dopo qualche convenevole di rito inizia la vera e propria listening session del nuovo album “Resurrection”. L’album viene introdotto da Steve Sylvester che spiega come “Resurrection” sia l’unione di tre elementi fondamentali per la storia della band, ovvero: cinema di genere, soprattutto horror, esoterismo e fumetti sexy horror.
I primi due elementi si alternano alla perfezione, come ci viene spiegato dal master mind, nelle tracce del nuovo album. Infatti grosso modo metà dei brani nascono da progetti cinematografici in cui la band o il suo leader sono stati coinvolti, mentre l’altra metà nasce dall’interesse esoterico di Sylvester soprattutto per gli scritti di Aleister Crowley.
Il terzo elemento, i fumetti sexy horror italiani, emerge nell’artwork e nelle grafiche. La copertina, nonché parte delle grafiche del booklet (presente anche nella versione vinile), è stata curata infatti da Emanuele Taglietti, pittore di fama internazionale, autore negli anni ’70-’80 di molte testate a fumetti per adulti come “Belzeba”, “Zora”, “Sukia”, “Cimiteria”, “La Poliziotta”.
A questo punto Steve ci fornirà una spiegazione dettagliata di ogni brano, riportata qui di seguito insieme ad alcune nostre considerazioni a caldo.

REVIVED

S.S. “Questa è la colonna sonora di un film. La storia racconta di una sorta di rinascita dalla morte, intesa come morte catartica, come rinascita spirituale

Il brano è già noto, incluso nella colonna sonora dell’ episodio “666” dell’Ispettore Coliandro. Un opener perfetta, ritornello catchy, in pieno stile Death SS. Tra tendenze moderniste e heavy metal classico.

THE CRIMSON SHRINE

S.S. “E’ un pezzo che richiama per stile e tematiche quello che all’epoca avevamo fatto con “Do What Thou Wilt”, c’è quindi la ripresa di tematiche esoteriche legate all’O.T.O e ad Aleister Crowley, infatti “The Crimson Shirne” viene riportato nel suo “Inno A Pan” e qui ho trasportato questa poesia di Crowley a modo mio nell’ambito di una canzone nuova che riprende sia musicalmente che come idea quello che poteva essere “Do What Thou Wilt” all’epoca

Come già detto da Steve, il pezzo è molto vicino a quanto fatto in “Do What Thou Wilt”, con grande attenzione all’atmosfera e all’impatto generale. Necessità di qualche ascolto ulteriore.

THE DARKEST NIGHT

S.S. “Anche questo brano è legato a un film. Per la prima volta abbiamo creato la colonna sonora di un film completo”

Brano già noto anche questo, titletrack anche del precedente EP nonché colonna sonora dell’omonimo film. Singolo perfetto, fa il paio con “Revived”. Si torna ai tempi di “Heavy Demons”.

DIONYSUS

S.S. “Anche questa è tratta molto liberamente da un inno di Aleister Crowley. Dioniso è il dio greco della libertà dell’ebbrezza, quello che poi i romani hanno tradotto come Bacco. E’ un brano che riprende volutamente il rock anni ’80 un po’ gotico, che riprende cose che avevamo fatto in passato come “Scarlet Woman”.

Ennesima sterzata. Si sente tutta l’influenza dell’esperienza “W.O.G.U.E.”. Il pezzo non entra in testa subito, ma l’impatto è deciso. Il punto di riferimento sono gli anni ’80, legati in un certo senso anche ai temi del brano. Entrano prepotenti le voci femminili.

S.S. EATERS

Questa è la colonna sonora appunto del film “Eaters”, un film indipendente prodotto da Uwe Boll. Il film è stato realizzato dalla Extreme Video di Empoli, casa di produzione specializzata nell’horror gore più estremo. In questo film ho fatto anche una particina. “Eaters” si presta ad essere un brano studiato appositamente per un film horror splatter e quindi anche le sonorità sono sicuramente più pesanti.

Una botta clamorosa fin dal primo ascolto. Probabilmente uno dei pezzi più aggressivi di sempre dei Death SS che trasportano alla perfezione in musica l’approccio gore del film. Sempre grande heavy roccioso contaminato dall’elettronica. Il ritornello non lascia scampo sin dal primo ascolto.

STAR IN SIGHT

S.S. “Anche Star In Sight è presa da un altro poema di Aleister Crowley ed è una canzone senz’altro più rilassata e sognante. Il testo di questa canzone, che era anche il succo del poema di Crowley, era di cercare la forza e la felicità dentro di se, di superare le difficoltà che la vita ti pone cercando la “Star In Sight” che sarebbe il fulcro della forza vitale che c’è dentro le persone

Si torna a atmosfere meno aggressive. Come tutta la parte “esoterica” dell’album, l’approccio è meno immediato e ad un primo ascolto il brano scivola via un po’ troppo frettolosamente. Tornano comunque sempre le atmosfere di “Do What Thou Wilt”.

La Parte 2 a breve 😉

Etichetta: Lucifer Rising / Self

Anno: 2013


Sito Web: http://www.stevesylvester.com/deathss/

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login