Accessory – Recensione: Resurrection

Alla vigilia del ventesimo anniversario, i tedeschi Accessory tornano in scena con il nuovo studio album “Resurrection”. Dirk Steyer e Mike Koenigsberger partono naturalmente dall’EBM degli anni’90, un sound mantenuto durante le fasi salienti della propria carriera al quale si aggiunge un tocco abbastanza personale da vedersi in contaminazioni con la tecnho e il pop. Una scelta che rende la band tra i rappresentanti dediti alla facciata più melodica del clubbing alternativo e sebbene questa strada li abbia in qualche modo legati a un canale espressivo che esclude troppe evoluzioni, i nostri sono capaci di offrire ogni volta un ascolto gratificante. In questo senso “Resurrection” è esemplare perché senza avanzare grosse pretese riesce a coinvolgere in tutta la sua durata. Le dodici tracce dell’album si snodano prive di cali di tensione e tra esse emergono dal coro “Squeeze My Heart”, con i suoi beats technoidi e veloce, la voce pulita e un refrain carezzevole. Il pezzo acquista grinta nella sua parte finale, i ritmi si fanno pieni, battenti e la voce diventa ruvida. Ecco che “Outrun The Gun” (insieme a “Pulse”) svela le tentazioni pop, con l’alternarsi tra voce maschile e femminile e melodie davvero sornione. Menzione a parte per “Faceless”, un episodio atipico fatto di beats oscuri e martellanti, permeato da ritmi lenti e crepuscolari. “Resurrection” è in definitiva un ascolto piacevole, sebbene non faccia altro che riproporre il trademark della band. L’album sarà disponibile anche in una ricca edizione limitata, con un secondo cd contenente alcuni inediti, tracce dal vivo e remixes.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Out Of Line / Audioglobe

Anno: 2013

Tracklist:

01.  Burn (In-Tro)
02.  Squeeze My Heart
03.  Dance Hard Beating
04.  Outrun The Gun
05.  Wake Up
06.  Pulse
07.  Nemesis
08.  Faceless
09.  Stand Up And Fight
10.  False Hope (Let's Get Dirty Mix)
11.  Hate's Gonna F*** You
12.  Deeper On The Floor


Sito Web: http://www.jukka2147.de/ACCESSORY_OFFICIAL/ABOUT.html

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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