Restless Spirits – Recensione: Second To None

“I Restless Spirits sono il progetto parallelo del chitarrista e produttore Tony Hernando (Lords Of Black) per Frontiers Music”. Non potrebbe essere più chiara la bio di questa nuova realtà, alla sua seconda uscita con “Second To None”, che vede il talentuoso musicista spagnolo affiancarsi ad una manciata dei più interessanti cantanti di casa Frontiers: Kent Hilli (Perfect Plan, GIANT), Chez Kane, Renan Zonta (Electric Mob) ed il veterano Johnny Gioeli (Hardline). A distanza dell’omonimo debutto del 2019, Hernando torna quindi a prendere le redini di un progetto dai toni spesso più languidi e distesi, certamente improntato alla valorizzazione delle parti vocali e delle atmosfere che esse – anche grazie alla consumata bravura di ogni interprete – sanno anche in questa occasione evocare. Il disco, che si caratterizza (anche) per una scialba copertina ed una durata consistente (quasi sessanta minuti), si apre con una “I Need A Lil’ White Lie” che introduce, con onestà ed immediatezza, agli interi contenuti dell’album: messa da parte ogni velleità produttiva, dal momento che tutto suona relativamente poco elaborato, “Second To None” si concentra con intelligenza sui suoi punti forti ed anche su una certa eleganza che gli permette di passare non del tutto inosservato.

Costituito prevalentemente da un efficace intreccio di cori ed assoli di chitarra, il disco si compone di undici tracce in grado di scorrere fluide come il genere richiede, almeno nella sua espressione più scolastica. E “scolastico”, nel senso in fondo migliore del termine, è proprio l’aggettivo che meglio definisce questo lavoro, mirato all’elaborazione di un canone ben preciso che potrà soddisfare tutte gli amanti delle sonorità più classiche (“And Yet It Breaks”). Tra nostalgici rimandi agli anni ottanta, rock di ossatura più robusta (“Nothin’ Dirty Here”, “No Time Wasters”) e momenti intrisi di una piacevole venatura blues (“Hey You”, resa con passione dalla bella voce di Chez Kane), la musica dei Restless Spirits mangia i minuti con una sorprendente nonchalance, rappresentando una proposta di tono ed ambizioni dimessi ma certamente adeguata al momento estivo, al bisogno indifferibile di leggerezza ed all’attenzione distratta. Alcune tracce più di altre, in particolare, sembrano penalizzate da una produzione spartana che si limita ad accostare con ordine, piuttosto che fondere ed amalgamare per davvero: “Dreams Of The Wild” suona un po’ troppo magra e lineare rispetto al potenziale mostrato, “A Dream To Be Lost In Time” possiede un interessante intermezzo jazzy che avrebbe meritato uno sviluppo più articolato e tutti tutti tutti i brani interpretati da Gioeli – qui più bravo tra i bravi – soffrono per la distanza tra il suo straripante talento e la scarna base strumentale chiamata a supportarlo (“Too Many”). E allora bisogna accontentarsi di quello che c’è, finendo con l’immaginare – dal momento che ascoltarlo non è possibile – come sarebbe stato uno sviluppo più ricco ed avvolgente delle stesse (buone) idee. Già, se solo i suoni… e gli arrangiamenti… se solo una maggiore varietà delle ritmiche… e magari qualche pausa o qualche effetto suggestivo… ma d’altronde con i se e con i ma, insomma, ce l’hanno ripetuto in tutte le salse pur senza convincerci mai del tutto.

Che si tratti di un potenziale condannato a rimanere inespresso, o piuttosto ad un progetto che sceglie consapevolmente di giocare in un campionato minore per creare e crearsi meno problemi (utilizzando ad esempio una sola chitarra elettrica per tutto l’album, modello Ibanez AZ), l’indecisione lascia il tempo che trova e “Second To None” – proprio come l’amletico dubbio generato dal suo godevole ascolto – si congeda con l’ottima “Dirty Money” dopo un’ora di musica competente lasciando la più dolce delle amarezze, o la più amara delle dolcezze. A differenza di altri lavori nei quali sia le idee che le risorse appaiono democraticamente limitate, qui l’impressione è che il materiale disponibile e le professionalità in gioco potessero/dovessero meritare un trattamento migliore: meglio sarebbe, a questo punto, creare una linea di uscite a prezzo ridotto – la stessa che a suo tempo avrebbe ospitato il leggendario “Rezzonico Road Racing” per Playstation 2 – che diano semplicemente modo di ascoltare altro e di più, senza tradire troppe aspettative né generare eccessivi rimpianti.

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2022

Tracklist: 01. Need A Lil' White Lie 02. Hey You 03. Dreams Of The Wild 04. Until The End Of Time 05. A Dream To Be Lost In Time 06. And Yet It Breaks 07. Too Many 08. Nothin' Dirty Here 09. Always A Pretender 10. No Time Wasters 11. Dirty Money
Sito Web: facebook.com/RestlessSpiritsMusic

Marco Soprani

view all posts

Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login