Restless Spirits – Recensione: Restless Spirits

Nel parlare del debut album dei Restless Spirits esistono almeno due orientamenti totalmente distinti e quasi contrapposti. Il primo è quello di identificarsi nell’appassionato di AOR e hard melodico del tutto disinteressato ad ascoltare altro che non sia la competente e solida riproduzione di ciò che gli piace da sempre. L’altro è invece quello un poco antipatico e iper-critico, che si pone, non del tutto a torto comunque, se sia davvero necessario avere sul mercato un ennesimo progetto, in questo caso presentato dal chitarrista Tony Hernando (Lords Of Black,Saratoga), che faccia riferimento allo stesso schema di gioco di moltissime altre uscite di genere. La presenza nel gruppo di lavoro di professionisti di gran qualità come Johnny Gioeli, Deen Castronovo e Alessandro Del Vecchio, più altri validissimi esponenti di scuderia, come Dino Jelusic o Kent Hilli, rende ancora più polarizzante la questione.

Da un alto infatti il prodotto finale è inattaccabile; per chi avesse voglia di spararsi l’ennesimo album assolutamente ben fatto di genere, non ci sarà nulla di cui lamentarsi. Tra canzoni hard rock dal ritmo incalzante e dai vocalizzi belli potenti come “Stop Livin’ On The Line” (Gioeli è sempre il top, per quanto mi riguarda), momenti più vellutati, come “Unbreakable”, e la ben congegnata ballata rock “Nothing I Could Give To You”, non ci sono davvero passaggi deboli, così come sono al top della scala odierna il lavoro in arrangiamento e produzione. Una bel disco insomma, che esprime esattamente quello che vuole essere, ma che si scontra con l’oggettiva sovrabbondanza di uscite con caratteristiche simili, soprattutto se pensiamo che il solo Gioeli mi pare abbia dato il suo contributo ad almeno cinque album in pochi mesi. Personalmente sono propenso ad accontentarmi di album eccellenti come il recente Hardline e il bel progetto Gioeli/Castronovo, ma se siete super fanatici dell’hard melodico e volete ascoltarvi la versione (poco personale, obiettivamente) filtrata dal gusto del chitarrista spagnolo, non avete che da accomodarvi.

 

Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. Stop Livin' To Live Online (Johnny Gioeli on Vocals) 02. Unbreakable (Deen Castronovo on Vocals) 03. I Remember Your Name (Kent Hilli on Vocals) 04. 'Cause I Know You're The One (Dino Jelusic on Vocals) 05. Nothing I Could Give To You (Johnny Gioeli on Vocals) 06. Calling You (Deen Castronovo on Vocals) 07. Live To Win (Deen Castronovo on Vocals) 08. You And I (Alessandro Del Vecchio on Vocals) 09. When It Comes To You (Alessandro Del Vecchio on Vocals) 10. Lost Time (Not To Be Found Again) (Dino Jelusic on Vocals) 11. In The Realm Of The Black Rose (Diego Valdez on Vocals)

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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