Epica – Recensione: Requiem For The Indifferent

Se i Nightwish hanno giocato l’ asso con il recente “Imaginaerum” , gli Epica, in tutta risposta, calano sul banco il carico da dieci. “Requiem For The Indifferent” è il quinto album della band olandese e conferma la creatura della coppia Simone Simons – Mark Jansen ai vertici del ghotic metal sinfonico, grazie all’ennesimo lavoro di spessore artistico e notevole qualità compositiva. L’attesa dei fan era spasmodica, dopo tre anni di digiuno dall’uscita di “Design Your Universe” e gli Epica, ancora una volta, hanno risposto presente, non deludendo le attese.

Il notevole successo raccolto in questi anni non ha dato alla testa al gruppo olandese, che resta ben piantato con i piedi per terra e sviluppa ed amplifica ulteriormente in “Requiem For The Indifferent” il proprio concetto di metal sinfonico, operistico, gotico e decadente. Il marchio di fabbrica della musica degli Epica resta il duello vocale tra l’irresistibile Simone ed il diabolico Mark, che si specchiano idealmente l’una nell’altro e sono in grado di far emergere, nel corso del platter, l’anima nera a confronto di quella più candida della band. L’opener “Monopoly Of Truth” mette tutti d’accordo grazie alle sue ritmiche eleganti e ad una serie di magniloquenti arrangiamenti orchestrali, perfetti nel creare una tensione papabile nell’atmosfera della song. “Requiem For The Indifferent” possiede un’anima più cupa rispetto al proprio predecessore, lo si evince dai passaggi quasi doom dell’opprimente “Guilty Demeanor”, ma anche nelle vocals rabbiose e sulfuree di “Infernal Warfare”, canzone gothic horrorifica. Gli Epica raggiungono l’eccellenza quando si lanciano a briglie sciolte verso l’hollywood metal più intenso e di classe, con digressioni chitarristiche intricate e strumenti etnici dal vago sapore orientaleggiante. La title track e la lunga suite “Serenade Of Self-Destruction” possono essere annoverate tra le migliori composizioni dei nostri, ricche di mille sfaccettature ed umori fragorosi e sorprendenti passaggi vicini al prog. Inutile esaltare ancora la capacità comunicativa della rossa Simons, dolce e struggente nella metal ballad “Deep Water Horizon” e regina suprema nei cori gregoriani che esaltano le parti più classiche delle song.

“Requiem For The Indifferent” non lascia quindi nulla al caso e certifica la costante maturazione di una band tanto raffinata quanto evocativa, capace, come poche, di creare canzoni che prendono vita. Gli Epica sono ormai una certezza, autori di una musica, se vogliamo, colta, equilibrata ma sempre imprevedibile, che sarebbe un peccato mortale non assaporare a poco a poco, nel tempo.

 E non finisce qui, possiamo scommetterci.

Voto recensore
8
Etichetta: Nuclear Blast / Audioglobe

Anno: 2012

Tracklist:

1. Karma (intro)
2. Monopoly On Truth
3. Storm The Sorrow
4. Delirium
5. Internal Warfare
6. Requiem For The Indifferent
7. Anima (intro)
8. Guilty Demeanor
9. Deep Water Horizon
10. Stay The Course
11. Deter The Tyrant
12. Avalanche
13. Serenade Of Self-Destruction

 


1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. andpec

    Bellissimo come lo erano il precedente Design your Universe e The Divine Conspiracy…questa band che ho scoperto da poco è stratosferica!

    Reply

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