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Renzo Stefanel – Recensione: Sesso, droga e calci in bocca. Storie del rock maledetto.

Il mese di agosto è per antonomasia sinonimo di vacanza, relax, tuffi in mare o scarpagnate in montagna ma, soprattutto, è il momento in cui ci si dedica alle proprie passioni e, perchè no, a qualche libro lasciato in sospeso per troppo tempo. A tal proposito noi della redazione di Metallus siamo qui per consigliarvi una lettura facile, veloce e che saprà sicuramente colmare il vostro sapere con aneddoti e chicche non sempre risapute.

“Sesso, droga, e calci in bocca. Storie del rock maledetto” è una piccola enciclopedia di musica che, tra citazioni, storiacce e un linguaggio tagliente, crudo e senza filtri, racconta 38 storie diverse, quasi tutte mai sentite, che svelano misteri e sbugiardano leggende.

192 pagine da leggere tutte d’un fiato che spaziano dalla calma apparente di un John Lennon, ormai dipendente da un mix di droghe e improbabili santoni, all’incontro scontro tra Johnny Cash, la voce rotta per eccellenza, e uno struzzo.

Come dimenticare Keith Richards? Leggenda vivente, alimentata a sua volta da infiniti racconti, alcuni creati artificiosamente, che non fanno che accrescerne il mito e, in questo caso, mettere nero su bianco i suoi insuccessi automobilistici e le sue fughe rocambolesche.

E come dimenticarci del compianto Lemmy Kilmister? Di David Bowie e della sua esuberanza geniale e sfrontata, e degli eterni maledetti Jim Morrison e Sid Vicious?

Il linguaggio per nulla forbito, ma ricco di slang ed metafore di impatto, e l’indiscussa penna di Renzo Stefanel, fanno scorrere il libro con la stessa semplicità e velocità con cui si berrebbe una buona pinta di birra, compagna consigliata per una buona lettura.

“Sesso, droga, e calci in bocca. Storie del rock maledetto” è un mix di storie per tutte le orecchie, che si fa spazio fra più decadi e numerosi generi, che con continui colpi di scena conduce verso un finale che fa sperare che Stefanel scriva ancora, e ancora, e ancora!

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Voto recensore
8,5
Etichetta: Giunti

Anno: 2016


francesca.carbone

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Scribacchina dal 2008 e da sempre schietta opinionista del mondo musicale. Dagli Iron Maiden ad Immanuel Casto il passo è breve, almeno per me.

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