Interessante debutto per i romani Evershine, che, grazie alla nostrana Bakerteam Records, riescono a distribuire in modo più capillare, l’esordio autoprodotto “Renewal”. I nostri sono autori di un power metal smaccatamente melodico, vocalmente vicino all’hard rock, sulla scia di Powerquest, Dragonforce, Freedom Call, Edguy ed i cari vecchi Stratovarius. Siamo di fronte, quindi, ad un genere in cui le tastiere giocano un ruolo fondamentale, con riff ben congeniati ed atmosfere happy, synth moderni e passaggi più sinfonici.
Gli Evershine, fin dall’autocelebrativa opener, mi hanno ricordato gli italianissimi Synthponia Suprema, per la caparbietà nell’unire il power metal a keys videogame – style. In “Renewal”, non ascolteremo solamente episodi in doppiacassa furiosa, perché alla band capitolina piace anche rallentare ed impregnare le atmosfere di vocals più zuccherose, come nella soffusa “A Chance To Be Free”, vicina ai Ten. Buona la prova generale dei musicisti, tra cui spicca il timbro limpido di Marco Coppotelli, sempre sul pezzo, anche nelle parti più acute e tirate. “Renewal” è un disco divertente nelle atmosfere, ma che sa essere anche elegante nei chiaroscuri orchestrali di “The Storm”, e variopinto negli arrangiamenti di “Where Heroes Lie”. Il rovescio della medaglia di un album da bere tutto d’un fiato sotto l’ombrellone come questo sta nella longevità tipica delle hit estive, che durano lo spazio di una stagione e poi finiscono nel dimenticatoio.
Ma chi ama il power metal ed i capofila del genere, può acquistare senza indugio “Renewal”, perché scorre via che è un piacere. Gli Evershine vanno ad aggiungersi alla lunga lista di valide band del panorama power metal tricolore, pronta a farsi valere per trovare il proprio spazio e a conquistare il cuore dei defender, che sanno apprezzare anche l’AOR.











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