Reject The Sickness – Recensione: Chains Of Solitude

I Reject The Sickness sono una Death Metal band belga attiva sin dal 2010. Dopo un primo demo, “Slack Muscles Heal” e un mini CD, “Bloodstained Eyes”, del 2013, eccoli finalmente giungere alla prima vera prova sulla lunga distanza, questo sorprendente disco intitolato “Chains Of Solitude”.

Inquadrare la proposta dei Reject The Sickness è davvero difficile e al tempo stesso superfluo. Loro stessi si definiscono “melodeath con elementi progessive” e mai come questa volta non siamo lontani dalla verità. I nostri, infatti, partendo da un canonico Death Metal arricchiscono ogni brano con le più disparate influenze grazie ad una incredibile padronanza degli strumenti ed uno spiccato senso della composizione.

Una voce femminile lontana, rumori di comunicazioni disturbate ed un pianoforte ci introducono alla title track che parte subito forte con un riff estremamente violento e diretto. Le screaming vocals di Guy Vercruysse sono al vetriolo, pronte ad urlare tutto la rabbia e il dolore di una generazione ormai persa. Ad un tratto, però, il ritmo rallenta, riaffiora l’eco del pianoforte sentito nella intro e il ritornello colpisce forte, dritto allo stomaco, in tutta la sua amara bellezza.

“My Agony” continua a picchiare duro, mettendo in mostra l’enorme perizia in fase esecutiva della band, capace di suonare a velocità sostenuta partiture molto complesse, caratterizzate da frequenti cambi di ritmo ed atmosfera. E questa è sicuramente l’arma vincente dei Reject The Sickness, l’essere in grado di stravolgere ogni singola composizione, trasformarla secondo le emozioni che si vogliono trasmettere all’ascoltatore e costringerlo a mantenere sempre alta l’attenzione sui voli pindarici che le chitarre di Pepijn Desmet e Ruben Van der Beken riescono a disegnare.

Brani come “Only Darkness Is Real” e “Depravity” sono la perfetta sublimazione di questa ricerca messa in atto dalla band, alla continua ricerca di un equilibrio tra i propri demoni interiori, la rabbia e la frustrazione dei reietti della società e la bellezza di soluzione melodiche capaci di stemperare gli animi. Bisogna giungere ad “Alone”, passando prima per il Brutal Metal di “Psychopath”, per trovare il primo vero momento di quiete e riflessione. Ma è solo un attimo, un breve, intenso, delicato attimo di estrema solitudine per poi tornare a farsi colpire da brani come “Heaven Turns Black” o “Seedless”.

I Reject The Sickness ci mostrano la bellezza melodica di una rabbia interiore devastante e al temine di questo viaggio lungo 41 minuti, in cui avremo modo di affrontare tutto il nostro dolore, non potremo che applaudire ad un disco estremo originale e una band da tenere sicuramente d’occhio.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Mighty Music

Anno: 2015

Tracklist:

1. Intro
2. Chains Of Solitude
3. My Agony
4. Only Darkness Is Real
5. Depravity
6. Psychopath
7. Alone
8. Heaven Turns Black
9. Hopeless
10. Seedless
11. The Fire's Burning


Sito Web: http://www.reject-the-sickness.com/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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  1. Reject The Sickness

    thanks for the nice review

    Reply

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