Rammstein – Recensione: Reise Reise

Berlino. Le luci della città risaltano in una visione dall’alto, ma nelle strade si distinguono principalmente le insegne luminose, mentre i lampioni emanano solo tiepidi bagliori che creano penombra. Poche persone camminano nelle vie della città oscura. Chi ha visto Berlino potrà affermare che la musica dei Rammstein è semplicemente il frutto della sua atmosfera, dei suoi abitanti, del suo immenso e alternativo movimento culturale, delle sue luci. Non si può analizzare ‘Reise Reise’ e più in generale nessun album del gruppo tedesco prescindendo dal contesto in cui operano. E sarebbe anche sterile dire che la musica dei Rammstein è innovativa e bella da ascoltare: essa è un dipinto nel quale possiamo guardare il mondo, una cultura diversa, un modo di vivere diverso. Il biglietto d’ingresso non potrebbe essere migliore: si parte con ‘Reise Reise’, sinfonica e apocalittica. Si prosegue con il singolo, ‘Mein Teil’ (Il Mio Attrezzo, ndr) potente e aggressiva, malata e ricca di spunti elettronici. I cattivi potrebbero dire che questo nuovo album sia un copia in carta carbone di ‘Mutter’: non è del tutto sbagliato. La struttura dei pezzi è la stessa, come le scelte melodiche. Ma non è importante. Chi ha detto che una band debba per forza cambiare per riuscire? Conta solo la forma e il contenuto. Si prosegue con ‘Keine Lust’, pezzo incredibile per la cura dei particolari che fanno la differenza; il riff è alto e spesso come un muro e la linea vocale è da cantare a squarciagola. Come giudicare una song come ‘Moskau’? Una voce angelica che canta in russo apre il pezzo, arricchito anche di una fisarmonica. L’atmosfera è perfettamente lugubre, notturna: il tedesco e il russo si fondono magicamente in un tourbillon di emozioni. Ma mettiamo in evidenza anche i passi falsi: la successiva ‘Morgenstern’ non lascia il segno, apparendo forzata e priva di spontaneità. Non male come riff di chitarra ma con un ritornello stucchevole e già sentito. Poco male: ‘Stein Um Stein’ è un autentico capolavoro. Una ninna nanna ipnotica che si apre e sfocia in un delirio di suoni e chitarre, molto Ministry. Come di consueto, ecco la ballad ‘Ohne Dich’, capolavoro di sinfonia, melodia e intensità. Sulla scia di ‘Klavier’ nell’album ‘Sehnsucht’, dimostra quanto sia cambiata la voce del singer. In ‘Reise Reise’, per la prima volta, “canta” davvero. Accompagna e calca meglio la melodia, senza dimenticare le tonalità forti e gutturali dei lavori precedenti. Vengono i brividi se pensiamo a come si potrebbero cantare queste canzoni ad un loro concerto: una esperienza unica e appagante. Chiude ‘Amour’, secondo passo falso ma concedibile se inserito nel contesto dell’intero album. I Rammstein ci hanno regalato un’altra perla e adesso torneranno nell’anonimato, nelle loro strade, nella loro penombra.

Voto recensore
9
Etichetta: Universal

Anno: 2004

Tracklist:

1.Reise, Reise
2.Mein Teil
3.Dalai Lama
4.Keine Lust
5.Los
6.Amerika
7.Moskau
8.Morgenstern
9.Stein um Stein
10.Ohne dich
11.Amour


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