Redemption – Recensione: Redemption

Un pò snobbati fin’ora dalle nostre parti i Redemption sono al contrario una band dal peso specifico non indifferente. Basta dare un’occhiata alla lista dei musicisti coinvolti per rendersi conto della cosa: Bernie Versailles (Agent Steel, Engine), Rick Mythiasin (ex-Steel Prophet, Taraxacum) e Jason Rullo (Symphony X) sono i componenti della formazione stabile che spalleggio il mastermind Nick Van Dyk, come se non bastasse il disco è co-prodotto da Ray Adler (che dona anche la sua voce a ‘Desperation pt. II’) e fanno una comparsata come ospiti Michael Romeo e Mark Zonder. Uno sfoggio di potenza e tecnica notevole che si concretizza per fortuna in un lavoro dal valore pari alle attese. Non ci sono sorprese per quanto riguarda il genere proposto: siamo in pieno territorio metal progressivo dalle tinte oscure che ha come punti di riferimento i Fates Warning di ‘A Pleasent Shade Of Grey’ e quella frangia del prog-metal nord europeo che ha nel DNA la tendenza ad incupire il sound (Hexenhaus, Evergrey, Wolverine). I Redemption accentuano però in alcuni passaggi la componente prog rock, soprattutto nelle aperture di tastiera e in certe melodie più ariose (anche se mai troppo distanti dall’atmosfera dark che avvolge l’opera). Si comincia alla grande con una lunga e drammatica suite divisa in 4 parti ispirata da un romanzo di Stephen King: sorprendono tra tutto la grande espressività Rick Mythiasin, che si conferma un performer migliore quando può lasciare andare la sua voce fuori dai canoni ristretti di metal defender, e la qualità sublime degli arrangiamenti, in grado di far risuonare i mille volti della disperazione. Da antologia il lungo (24 Minuti) brano conclusivo: mai prolisso o ridondante ‘Something Wicked…’, anche esso d’ispirazione letteraria (un romanzo di Brandbury), mette in luce un gusto compositivo superiore e tocca le corde dell’emotività con un’abile alternanza di melodia e duri riff di chitarra al confine del power-thrash. Solo di buon livello invece le tre tracce centrali che faticano un pò ad uscire dai canoni classici del genere e mostrano nel loro svolgimento alcuni momenti troppo ingarbugliati e un minimo di stanca ripetitività. Questa sensazione e la non superlativa qualità della produzione sembrano essere le uniche lacune riscontrabili, ma purtroppo non permettono al disco di raggiungere livelli di eccellenza assoluta. Ci siamo molto vicini ad ogni modo.

Voto recensore
7
Etichetta: Sensory / Lucretia

Anno: 2003

Tracklist: 01. - 04. Desperation, Parts I – IV
05. Nocturnal
06. Window to Space
07. As I Lay Dying
08. Something Wicked This Way Comes

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