Redemption – Recensione: Long Night’s Journey Into Day

“Long Night’s Journey Into Day” è l’ennesima uscita “normale” per i Redemption, una band che nonostante un potenziale enorme non è mai veramente esplosa e annovera, per chi scrive, nella propria discografia solo tre album degni di nota vale a dire “Redemption”, “The Fullness Of Time” e “Snowfall On Judgement Day”.

Per questo lavoro gli americani pescano ancora un collaboratore europeo ma in questo caso si tratta del frontman perchè Ray Alder ha intensificato i suoi impegni con i Fates Warning e il leader Nick van Dyk voleva cercare di riuscire a suonare più regolarmente dal vivo; la scelta è ricaduta su Tom Englund degli Evergrey, musicista di livello assoluto che bene si è integrato nell’ingranaggio Redemption (una delle poche note positive dell’album in analisi).

La copertina di Travis Smith che rappresenta la classica luce in fondo al tunnel dovrebbe significare la fine dei periodi più bui per la band (quasi tutti dovuti a problemi di salute du alcuni membri della band compreso il chitarrista titolare Bernie Versailles ancora convalescente e di alcuni loro familiari).

Già da “Eyes You Dare Not Meet In Dreams” Englund caratterizza i nuovi Redemption senza cambiare il suo tipico approccio vocale; il pezzo è un veloce power prog ma anche se pezzi come questo o “The Echo Chamber” sarebbero formalmente buoni soprattutto per la costruzione delle melodie, purtroppo mettono in scena tutti (troppi) cliché del prog metal con rimandi in particolare a “Six Degrees Of Inner Turbulence” dei Dream Theater.

“The Last Of Me” ha una bella linea vocale che ricorda proprio quelle di Alder (un lascito da session precedenti?) però il modus operandi è sempre lo stesso e si ripete praticamente in tutte le tracce; la medesima cosa dicasi per i solos di van Dyk… davvero tutti simili tra loro e lo si percepisce ancor più quando il nostro duetta con Simone Mularoni e Chris Poland, due notevoli rappresentanti della sei corde già presenti come ospiti su “The Art Of Loss”.

Anche “New Year’s Day”, la cover del classico degli U2 tratto da “War” è resa in stile Redemption ma senza particolari sussulti; il prodotto finale quindi si salva esclusivamente per la preparazione strumentale dei musicisti ma è sufficiente al giorno d’oggi? Il mio parere è negativo vista la maniera in cui la qualità generale di chi suona oggi si sia livellata verso l’alto in maniera esponenziale e deve giocoforza venire in aiuto un estro compositivo fuori dagli schemi per risultare interessanti.

Purtroppo invece “Long Night’s Journey Into Day” protrae la traiettoria involutiva che hanno intrapreso i californiani da “This Mortal Coil” in poi, non permettendogli di uscire dalla propria nicchia.

Voto recensore
6
Etichetta: Metal Blade Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. Eyes You Dare Not Meet In Dreams 02. Someone Else's Problem 03. The Echo Chamber 04. Impermanent 05. Indulge In Color 06. Little Men 07. And Yet 08. The Last Of Me 09. New Year's Day 10. Long Night's Journey Into Day
Sito Web: https://www.redemptionweb.com/

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login