Anorexia Nervosa – Recensione: Redemption Process

Ormai prossimi al traguardo dei 10 anni di attività discografica i francesi Anorexia Nervosa possono vantare uno status di culto che li eleva dall’underground più sotterraneo. Una nuova uscita era attesa, soprattutto perché il precedente ‘New Obscurantis Order’ aveva raccolto pareri entusiastici un po’ ovunque mettendo d’accordo critica e pubblico. Come da copione ‘Redemption Process’ si guarda bene dallo stravolgere le regole di quel disco, portando avanti in modo ancora più maturo il mix di velocità e espressività che ricorda prevedibilmente i primi Cradle Of Filth. Se già avete incontrato il gruppo in precedenza sapete però che non ci troviamo davanti alla classica band fotocopia e che l’ispirazione che i nostro tributano al combo inglese si trasforma in uno stile comunque riconoscibile e personale. Rispetto al passato risalta il cambio di sonorità, con una percettibile sterzata verso quella corposità più tipica del death/thrash che del black sinfonico. Scelta condivisibile, forse dovuta all’intenzione di distaccarsi da uno standard che rischia pesantemente di stancare. Come sempre curatissimo il lato estetico comprensivo di un artwork accattivante e una confezione ottima (ci riferiamo qui alla versione in digi-pack). Ancora più interessanti le liriche, con riferimenti esoterici e filosofici non banali che aggiungono credibilità e spessore all’ impegno della band. Un conferma.

Voto recensore
7
Etichetta: Listenable / Audioglobe

Anno: 2004

Tracklist:

01. The Shining

02. Antinferno

03. Sister September

04. Worship Manifesto

05. Codex-Veritas

06. An Amen

07. The Sacrament


riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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