Red Eleven – Recensione: Collect Your Scars

Un ficcante giro di tastiera della bellissima “I Follow” fa partire alla grande questo “Collect Your Scars”, nuovo lavoro dei sottovalutati Red Eleven che conferma, anzi migliora, le impressioni avute durante l’ascolto del precedente “Round II”.

Tony Kaikkonen si conferma un signor cantante, che come sempre è assimilabile a Mike Patton per il timbro anche se fa un uso della voce decisamente più regolare (“Know Yourself” su tutte); in “Just A Game” si accelerano i ritmi per un pezzo vagamente Volbeat se non fosse per l’apertura del refrain.

Interessante il lavoro dei chitarristi Teemu Liekkala e Tom Gardiner mai lineare e dal taglio melodico… ottimo in particolare l’assolo di “And So I Took His Life” pezzo quasi prog metal come concezione; al lato opposto “Last Grain Of Sand” non è lontana dai Sixx:A.M. per il crescendo emozionale, pur rimanendo in ambito hard rock. “Too Much To Ask” è un lento alla Incubus tanto per chiudere l’ampio raggio d’azione in cui si muovono i finlandesi.

Questo non riuscire ad incasellare uno stile omogeneo fa di questa band una delle più interessanti tra quelle ascoltate ultimamente in ambito melodico e ci ricorda un’entità loro conterranea, sciolta e passata inosservata come i TOC (Throne Of Chaos).

I Red Eleven presentano quindi un songwriting davvero emozionale/emozionante, che cresce con gli ascolti ed è superficiale solo in apparenza.

Red_Eleven-Collect_Your_Scars

Voto recensore
7,5
Etichetta: Lifeforce

Anno: 2016

Tracklist: 01. I Follow 02. Just A Game 03. Different Kind 04. Last Grain Of Sand 05. Know Yourself 06. Tainted Scene 07. All Emotions At The Same Time 08. And So I Took His Life 09. The Mark 10. Too Much To Ask 11. Yarn Of Life
Sito Web: https://www.facebook.com/redelevenband

alberto.capettini

view all posts

Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login