Wire – Recensione: Red Barket Tree

La band di Colin Newman ha attraversato quasi quattro decenni di musica, forgiando uno stile che l’ha contraddistinta come un cardine del post-punk e della successiva darkwave, nonchè fonte di influenza per le generazioni a venire. Tra litigi, split e reunion, questi gentlemen britannici sono arrivati più o meno indenni ai giorni nostri con il dodicesimo studio album, “Red Barket Tree”. Cosa aspettarsi dal nuovo disco? Beh, togliete la rabbia del passato, nessuna irruenza punk tra queste note, nessun testo di denuncia, nessun asperità sonora. Soltanto il basso distorto e gli spigoli dell’ottima “Two Minutes” ricordano le gesta di un tempo e gli echi post-punk del brano sono parte di uno degli episodi migliori del lotto, insieme al surf rock della frizzante “Moreover”. Il resto è tutto grande competenza, è ottimi arrangiamenti, è mestiere per dirla in breve. Può bastarvi? Allora accomodatevi perché “Red Barket Tree” vi potrebbe piacere, nonostante alla fine dei conti sia una sorta di new wave anni ’80 di puro intrattenimento rivisitata in chiave moderna ove la band cerca (e per fortuna, in massima parte trova) ritornelli intriganti e melodie garbate. Non c’è spazio per la ribellione e nemmeno per la ricerca in campo elettronico degli alter-ego Wir. L’ascolto scorre in modo piuttosto tranquillo e si finisce per apprezzare un compito discreto ma che inevitabilmente delude.

Voto recensore
6
Etichetta: Pink Flag

Anno: 2011

Tracklist:

01.Please Take
02.Now Was
03.Adapt
04.Two Minutes
05.Clay
06.Bad Worn Thing
07.Moreover
08.A Flat Tent
09.Smash
10.Down To This
11.Red Barked Trees


Sito Web: http://www.myspace.com/wirehq

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. fdrulovic

    Semplicemente bellissimo. Ce ne fossero di album cosi’.Altro che 6….

    Reply

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