Methedras – Recensione: Recursive

Eccoci a parlare di ‘Recursive’, debut album dei Methedras, recenti vincitori del concorso ‘Battle Of The Metal Bands’. Se la missione che i cinque milanesi si propongono è quella di riportare in auge lo spirito del thrash metal più compatto e diretto, possiamo tranquillamente affermare che ‘Recursive’, non solo centra il bersaglio, ma addirittura lo supera. I brani che compongono l’album non si limitano a ripercorrere fedelmente lo stile dei giganti del thrash a stelle e strisce (su tutti sono distinguibili riferimenti a Testament, Megadeth e Slayer prima maniera), ma a tale background aggiungono un notevole estro compositivo che spesso e volentieri ricorda i mai troppo compianti Death, in particolare nei riff taglienti e dalla precisione millimetrica dei chitarristi Eros e Massi. Il muro sonoro di ‘L.R.S.’, ‘Drowning By Torment’ e ‘Time To Die’, mette in luce la sezione ritmica composta da Andrea (basso) e Carlo (batteria), un vero schiacciasassi che saprà annichilirvi, ma come dicevamo, la band non esclude mai soluzioni sonore che rendono l’ascolto più vario e interessante. Ne sono un esempio ‘Wreck’n’Roll’ (immaginate i Motorhead che suonano con la quinta inserita…) e ‘Under’, in cui entrano sinistre parti sfumate. Il growling di Claudio è costantemente ruvido e a tratti disturbante, ma mai eccessivo. Un buon debutto per il combo meneghino, che mostra numerose idee e le giuste capacità per poterle attuare.

Voto recensore
7
Etichetta: Millennium Agency

Anno: 2004

Tracklist:

01.Intro
02.L.R.S.
03.Drowning By Torment
04.Wreck’n’Roll
05.My Iniquity Whirl
06.Time To Die
07.The Denied God
08.Under
09.Darkness


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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