Nocturnal Breed – Recensione: Napalm Nights

Sono passati oltre quindici anni da quando questi terroristi sonori norvegesi sorpresero la scena estrema con una bordata di matrice thrash/black dall’impatto devastante intitolata “Aggressor”, seguito a breve giro dall’emblematico ed altrettanto malato “No Retreat… No Surrender”. All’epoca faceva parte della formazione sotto diverso pseudonimo anche Silenoz dei Dimmu Borgir, ma ormai da anni la band si basa sul lavoro principalmente di S.A. Destroyer.

Non che di tutto questo ci sia stato poi modo di accorgersene, visto che i Nocturnal Breed hanno continuato imperterriti a macinare lo stesso stile grezzo e maleducato degli inizi e ben poco di nuovo si può dire anche su questa nuova uscita.

Se pur è ben presente qualche non sporadica concessione alla melodia, come in “Cursed Beyond Recognition” (ascoltala qui) o in tanti passaggi sparsi nelle parti strumentali delle canzoni più lunghe (la noiosa title track raggiunge addirittura i 13 minuti), l’ossatura della proposta è prevedibilmente incentrata sull’unico intento di spaccare tutto attraverso riff taglienti e vocals corrosive (emblematica una song come “Trashiac”).

Concentrarsi sulle singole tracce viene però piuttosto difficile in casi come questo, non perché suonino troppo simili, visto che al contrario la varietà di ritmi è ben presente, ma perché nella loro normalità nessuna canzone riesce davvero a farsi notare per qualcosa di particolarmente riuscito.

Se infatti l’inizio pare comunque promettere bene, con un paio di brani banali ma anche divertenti, ben presto il disco pare perdersi in lungaggini eccessive e non giustificate da una qualche pensata davvero azzeccata.

Anche quando cercano soluzioni alternative, e apparentemente più ragionate, i Nocturnal Breed si fermano infatti ad una sequenza di accostamenti ritmici e armonici già abbondantemente sentiti e che non potrà certo creare gli stessi (relativi) entusiasmi che ebbero le prime uscite. Siamo comunque sicuri che una parte del pubblico di genere continuerà immancabilmente ad amare certe sonorità, pur avendole ascoltate già un bel numero di volte piuttosto simili. A loro quindi la scelta se concedere parte del proprio tempo ad un’ulteriore uscita targata Nocturnal Breed.

Noi eravamo già abbondantemente soddisfatti nel 1998.

Voto recensore
5,5
Etichetta: Agonia Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. The Devil Swept The Ruins
02. Speedkrieg
03. Cursed Beyond Recognition
04. The Bitch of Buchenwald
05. Napalm Nights
06. Thrashiac
07. Dawn Campaign... Flamethrower Ridge
08. Under The whip
09. Dragging The Priests
10. Krigshisser (D.N.K.)


Sito Web: https://www.facebook.com/pages/Nocturnal-Breed-OFFICIAL/250907411181?fref=ts

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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