Yngwie Malmsteen – Recensione: Odyssey

Uscito nel 1988, in un momento di pieno successo per l’heavy metal, “Odyssey” è il quarto album della discografia di Yngwie Malmsteen e l’unico lavoro in studio con Joe Lynn Turner alla voce (escludendo, naturalmente, il celebre “Live In Leningrad” uscito l’anno successivo). Ora, è abbastanza noto, e il chitarrista neoclassico nella sua autobiografia ne parla in modo chiaro, che tra i due ci siano stati grossi problemi di incompatibilità caratteriale, il che spiega come mai no ci sia stato un seguito alla collaborazione fra questi due grossi nomi. Questo rende “Odyssey” un album unico nella carriera del chitarrista più borioso a nord dell’Equatore e forse è una delle cose che lo rende più affascinante di altre uscite successive.
Lo spazio riservato ai brani strumentali è contenuto, dato che “Bite The Bullet” e la delicata “Memories” sono frammenti musicali di poco più di un minuto ciascuno. Gli oltre sei minuti di “Krakatau“, invece, ricchi di cambi di tempo, rappresentano uno dei momenti più heavy del disco, che per il resto è pieno di brani orecchiabili e tendenti in modo netto all’hard rock melodico. Basti pensare a brani come “Crystal Ball“, “Heaven Tonight” o la struggente “Dreaming“, tutti brani eccellenti, è bene sottolinearlo, ma che mettono in risalto soprattutto il lato melodico del modo di suonare di Yngwie. La title track invece, che ancora oggi viene eseguita dal vivo con una certa frequenza e probabilmente è il brano che si è conservato meglio con il passare degli anni, ha un piglio molto più deciso e si fregia di un meraviglioso intreccio tra chitarra e voce dove entrambe le parti mettono in luce il meglio di loro stesse. Un po’ più debole “Faster Than The Speed Of Light“, mentre “Déjà Vu” è un buon esempio di come si possa realizzare un testo ai limiti dello stucchevole abbinandolo a una melodia forte e consistente.
“Odyssey”, che nel momento della sua pubblicazione ottenne buoni risultati di vendita, con il quarantesimo posto nella classifica di Billboard e restando in classifica per oltre quattro mesi, fotografa un momento particolare della carriera di Yngwie Malmsteen e pur mostrando molte scivolate verso il pop e il rock melodico, rimane uno dei punti più interessanti nella carriera del chitarrista svedese.

Yngwie-Malmsteen-Odyssey

Voto recensore
8
Etichetta: Polydor Records

Anno: 1988

Tracklist: 01. Rising Force (04:26)

02. Hold On (05:11)

03. Heaven Tonight (04:06)

04. Dreaming (Tell Me) (05:19)

05. Bite The Bullet (01:36)

06. Riot In The Dungeons (04:22)

07. Déjà Vu (04:17)

08. Crystal Ball (04:55)

09. Now Is The Time (04:34)

10. Faster Than The Speed Of Light (04:30)

11. Karakatau (06:08)

12. Memories (01:14)
Sito Web: https://www.facebook.com/Official-Yngwie-Malmsteen-15331653478/?fref=ts

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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