Ataraxia – Recensione: Wind At Mount Elo

Non è passato molto tempo da “Spasms” (la recensione), un album atto ad omaggiare quelle sonorità cabarettistiche che rappresentano solo una delle molteplici facciate del gruppo ed ecco che i modenesi Ataraxia sono di nuovo tra noi. Questa volta l’opera porta il titolo “Wind At Mount Elo”, qualcosa che chiama subito in mente l’elemento etereo e cangiante dell’aria, una nuova fatica che proprio in occasione dell’intervista rilasciata sul nostro portale, la band definì: un album che parla del vento, caldo, potente, radicale. Quando arriva il vento del cambiamento e si è al posto giusto nel momento giusto, ci si denuda di tutto in un respiro e ci s’innalza come un profumo che si stacca dalle cose. Nasce dal moto dei venti la musica… Sono due anni e mezzo della nostra intima vita, quella densa dentro a ciascuno di noi, è un album di sangue, nervi e fegato, è un album sceso agli inferi e ritornato su attaccato alla nostra carne. Inizio lucido di cambiamento. Nell’assoluta libertà del gesto che accade, quando accade, se accade.”.

E’ non è dunque un caso come “Wind At Mount Elo” proponga sonorità variegate, a tratti se vogliamo “sperimentali”, assolutamente libere, fantasiose, in poche parole conferma della scintilla vitale di un ensemble che non si è mai fermato né confinato entro dei limiti stilistici. Sempre di neofolk si potrebbe parlare, ma in questo disco c’è veramente di tutto e al di là della solitamente splendida voce di Francesca Nicoli c’è in più la voglia di dire qualcosa di nuovo, o meglio diverso, inizio di quel “lucido cambiamento” menzionato all’epoca dai nostri.

Si inizia con “I Am”, brano che sgorga di ricerca interiore e si configura come un gothic rock orecchiabile ma incisivo dove trova spazio anche la chitarra elettrica, a voler sottolineare quel connubio di rabbia da un lato e introspezione dall’altro, che di fatto interessa tutto il disco. Pur restando il trademark inconfondibile, gli emiliani concedono uno spazio notevole alla ricerca, da vedersi nei ricami di synth di “Innocence”, che riprende un retaggio darkwave molto classico, o nella maggiore abrasività, quasi industriale, se ci passate il termine, di “She-He Renewed” e “Lost Cosmonaut”.

Naturalmente non è tutto. Gli Ataraxia eterei e notturno tornano in gemme delicate come “Grace Rhythm” e nelle deliziosa poesia di “Sei L’Oro Che Ti Veste”, perfetto esempio di romanticismo colto e raffinato che si ripropone nel lungo finale affidato a “Purity Movement”. “Wind At Mount Elo” è dunque una prova sincera, musica che si intreccia senza limiti e di un’autenticità stupefacente.

Voto recensore
8
Etichetta: Ark Records

Anno: 2014

Tracklist:

01.  I Am
02.  Espirito Del Agua
03.  Innocence (The Same Or A New One)
04.  My Lips Blow You Wind
05.  She-He Renewed
06.  In(k) Meditation
07.  Absorbed
08.  Lost Cosmonaut
09.  Grace Rhythm
10.  Sei L’Oro Che Ti Veste
11.  Truth Explored
12.  Purity Movement


Sito Web: http://www.ataraxia.net/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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