Lynch Mob – Recensione: Wicked Sensation

Reduce dal successo enorme che guadagnarono gli album dei Dokken, con più di un titolo in Top 50, e i bagordi della tipica vita losangelina degli anni ’80, il carismatico (e irascibile) chitarrista George Lynch decise di porre fine alla tormentata relazione professionale che lo legava al mainman Don Dokken per dar vita ad un nuovo gruppo che venne chiamato Lynch Mob (che fortunatamente godono ancora di ottima salute); a dirla tutto era proprio il funambolico chitarrista il vero fautore di tanto successo e credo non serva segnalare in questa sede la bontà di album quali “Tooth And Nail”, “Under Lock And Key” e “Back For The Attack”.

La scommessa in quel lontano 1990 si chiamava Oni Logan e fu assolutamente vinta dato che la voce del cantante di origini argentine marchiò a fuoco il debutto “Wicked Sensation” insieme ad un altro transfuga dalla band originaria nella persona di Mick Brown alla batteria.

L’album si muove su coordinate classicamente hard rock, con sentori blues e qualche puntata in territorio metal; Lynch è la stella che brilla in composizioni ben strutturate, con parti ritmiche ficcanti e assolo che non necessitano di ennesime lodi dato che dimostrano per l’ennesima volta la grandezza di un chitarrista che ha definito un genere (creando una miriade di follower).

La solita splendida ristampa della Rock Candy datata 2014 non fa che acuire la bellezza dei suoni che escono dalle casse perché Max Norman fece già un egregio lavoro all’epoca soprattutto su chitarra e batteria; il riff cadenzato della title-track, la trascinante “River Of Love” (anch’essa sempre presente nelle esibizioni live), l’ipnotica “She’s Evil But She’s Mine”, l’anthemica “No Bed Of Roses” tutte tracce che un aspirante hard rocker alle prime armi dovrebbe studiarsi da cima a fondo.

Etichetta: Elektra

Anno: 1990

Tracklist:

01. Wicked Sensation
02. River Of Love
03. Sweet Sister Mercy
04. All I Want
05. Hell Child
06. She’s Evil But She’s Mine
07. Dance Of The Dogs
08. Rain
09. No Bed Of Roses
10. Through These Eyes
11. For A Million Years
12. Street Fightin’ Man


Sito Web: https://www.facebook.com/LynchMobOfficial

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

4 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Antonio

    Disco superfluo all’epoca della sua uscita e pressochè inutile oggi. Sono ben altri i dischi che gli aspiranti hard rockers dovrebbero procurarsi……bruttino.

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  2. Mark HUGE

    Si vabbe’ adesso va di moda stroncare album che sono entrati di diritto nella storia del ns genere….io ce l’ho in vinile e me ne vanto, se sto disco e’ brutto allora siamo di un altro pianeta e non capiamo un cazzo di rock, e comunque questi ancora oggi spaccano di brutto!!!

    Reply
    • Antonio

      A me sinceramente non è mai piaciuto, ma soprattutto, non mi sembra di aver offeso nessuno.
      Può darsi che io non capisca un cazzo di rock, io lo comprai all’epoca in vinile e non mi ha mai convinto. Ma ci sono altri dischi che furono osannati al’epoca della loro uscita e che personalmente ritengo non fondamentali e non è questione di moda…….

      Reply (in reply to Mark HUGE)

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