Voodoo Circle – Recensione: Whiskey Fingers

Con l’ingresso di due nuovi membri come Francesco Jovino e Alessandro Del Vecchio i Voodoo Circle sono diventati una band anche un po’ italiana, e questo non può che far piacere, visto che nel loro genere sono certamente un gruppo che appartiene all’eccellenza. Certo, che la band non faccia nulla per nascondere le proprie influenze è un vero e proprio eufemismo, visto che l’universo Purple/Rainbow/Zeppelin/Whitesnake è l’ambito più che evidente dentro al quale le composizioni dei Voodoo Circle prendono vita. Una sorta di gradita aggiunta ad un corpus creativo che per gli appassionati non finirà mai di risultare affascinante e che la formazione di Mat Sinner rilegge con tutta la forza dell’hard & heavy dei nostri giorni.

Ciò che infatti caratterizza song davvero corpose come “Trapped In Paradise”, “Heartbreaking Woman”, “Medicine Man” o “Devil Takes Me Down” è il portamento straordinariamente heavy. Il riffing di Alex Beyrodt fonda infatti le proprie radici nell’hard più classico, ma la mano del nostro si rivela certamente più pesante di quanto è normale attendersi da un guitar player di genere. Così come le vocals di David Readman non si limitano sempre a rincorrere quanto fatto da cantanti come Coverdale o Joe Lynn Turner, ma infondono un pathos che, come accade per i Pink Cream 69, avvicinano la proposta del gruppo all’ambito del heavy più melodico.

Proprio questa miscela risulta in fondo essere la vera particolarità dei Voodoo Circle, che forse risulteranno troppo duri e “quadrati” per chi ama la forma strettamente classica con cui vengono proposte normalmente certe sonorità (cosa che accade, ad esempio, anche per gli ultimi Whitesnake), ma che proprio da questa scelta ricevono credibilità per una proposta che altrimenti rischierebbe di cadere nella mera imitazione.

La considerazione vale anche per alcune song più melodiche e tranquille, visto il sound scoppiettante e pompato che hanno canzoni come “Watch And Wait (I Got My Eye On You)” o “Been Said And Done”. A mitigare il tutto intervengono però anche vere e proprie ballate di stampo classico, come “The Day The Walls Came Down” o “The Rhythm Of My Heart” che sanno davvero molto (forse pure troppo) di Whitesnake anni ottanta e che in certi anni sarebbero state delle hit dall’airplay garantito.

Tutte caratteristiche che fanno di “Whisky Fingers” un album di grande impatto, che non porterà indubbiamente nuove idee nel calderone della musica hard contemporanea, ma che centra ogni obiettivo grazie alla passione e alla professionalità messi in mostra. Non indispensabile, ma assolutamente da ascoltare.

Voto recensore
7
Etichetta: AFM Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Trapped In Paradise
02. Heartbreaking Woman
03. Watch And Wait (I Got My Eye On You)
04. Medicine Man
05. The Day The Walls Came Down
06. Heart Of Stone
07. Straight Shooter
08. The Rhythm Of My Heart
09. Devil Takes Me Down
10. 5 O’Clock
11. Been Said And Done


Sito Web: https://www.facebook.com/voodoocircle/?fref=ts

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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  1. MARK HUGE

    Questo è un disco fatto da dei grandissimi paraculi, capisco la passione per un certo tipo di sound ma 1987 è uscito secoli fa, se il futuro del rock è riproporre anzi in questo caso scopiazzare e fare copia-incolla idee altrui (cazzo anche gli effetti sulla chitarra sono gli stessi di 1987!!!!) allora siamo messi male …………piuttosto mi tengo Coverdale svociato che è originale!!!!

    p.s. mi piacciono i pc69 , Del vecchio ha una voce stupenda ,lo seguo da sempre , qui la cosa bella è proprio l’alternanza delle due voci e basta…..voto 6–!!

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