Europe – Recensione: War Of Kings

Quando qualche tempo fa gli Europe decisero di dare nuova linfa ad un carriera che sembrava arenata ai successi milionari degli anni ottanta non in molti avevano dato fiducia alla continuità del progetto. Al contrario la serietà professionale e la qualità artistica dei musicisti coinvolti ha prodotto lavori con una certa frequenza e di qualità più che buona.

In leggera controtendenza era stato però il precedente “Bag Of Bones”(la recensione), meno avvincente e ispirato dei dischi appena precedenti e comunque forse troppo lontano dal classico hard rock che rappresenta da sempre l’ossatura stilistica dell’espressività del gruppo svedese.

Non è quindi un caso che con “War Of Kings” le cose tornino a girare per il verso giusto. La title track (il video) messa ad inizio scaletta mette subito le cose in chiaro: se pur dal gusto e dal sound definibile vintage moderno (il produttore è Dave Cobb, lo stesso dei Rival Sons), quello proposto oggi dagli Europe è solido hard rock di scuola inglese anni settanta. Il sapore epico di questo brano è veramente magnifico e l’incedere metallico si sposa alla perfezione con l’atmosfera evocata.

Subito dopo brani come “Hole In My Pocket” e “The Second Day” recuperano un certo groove e un uso della melodia più modern rock, ma gli arrangiamenti in stile organo del primo e la suadente linea vocale del secondo rimandano completamente allo stile di band come Deep Purple (soprattutto), Led Zeppelin o Rainbow.

A questo punto il gioco è stato quasi completamente svelato: “War Of Kings” è il tipico disco da fan. Gli Europe hanno messo in piedi un’opera nella quale convogliare la propria passione giovanile, cercando così nuovi impulsi creativi nell’atto di rileggere le radici d’ispirazione più antiche.

Un’idea che diventa ancora più evidente in brani come “Days Of Rock n Roll” (con più di qualche elemento che rimanda anche agli Ufo) o nella ballata bluesy “Angels (With Broken Hearts). E non meno sfruttata nel crescendo di “Praise You” o in “Light Me Up” (immaginatevela cantata da Glenn Hughes…).

“War Of Kings” incarna la voglia di ripartire dall’inizio che filtrata dall’esperienza e dalla statura artistica di una grande band come gli Europe non può che produrre un risultato di prim’ordine. Se avete voglia di un tuffo nel passato fatto con sincerità e grande cuore, allora dovete procurarvi questo disco.

Voto recensore
7,5
Etichetta: UDR

Anno: 2015

Tracklist:

01. War Of Kings
02. Hole In My Pocket
03. Second Day
04. Praise You
05. Nothin’ To Ya
06. California 405
07. Days Of Rock n Roll
08. Children Of The Mind
09. Rainbow Bridge
10. Angels (With Broken Hearts)
11. Light It Up
12. Bonus: Vasastan (Instrumental) – Digi & Japan releases only


Sito Web: https://www.facebook.com/europetheband?fref=ts

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

12 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Osvaldo

    Mah! A me questo disco fa abbastanza schifo. Troppo settantino! Rivoglio i vecchi Europe!! 🙁

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  2. joackim

    Se rivuoi i vecchi Europe teletrasportati negli anni 80 perché quella musica commerciale non la riproporranno mai piú.. fattene una ragione e non esprimere giudizi su lavori che non sei culturalmente in grado di capire ed apprezzare

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  3. emiliano

    Concordo Joackim…disco stupendo, erano anni che gli Europe non mi emozionavano di nuovo. E poi, una cosa che mi fa impazzire: “rivogliono” i vecchi o, peggio ancora, i “veri” Europe…ma i veri Europe, piaccia o meno, sono questi! Ascoltatevi i primi dischi, gli inizi, e capirete che gli Europe sono nati così. Sano rock con influenze settantiane!

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  4. Antonio

    Delusione totale……ok l’amore per i “classici” ma qui siamo arrivati alla sagra del luogo comune, il tutto concepito ed eseguito senza mordente e senza ispirazione. Peccato perchè il “nuovo corso” degli Europe era iniziato in modo davvero ottimo, specialmente l’ormai lontano Secret Society mi aveva esaltato non poco e lo considero tuttora uno dei più bei dischi degli svedesi. War of kings, al contrario, è il punto più basso della loro carriera.

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  5. Capitan Andy 74

    …ma!…e’ il tipico disco da fan????? …fan di chi??? non degli Europe!!!….aheah…piu’
    andiamo avanti e piu’ le acque sono torbide se parliamo di questa brillante band scandinava che negli anni ’80 lancio’ un vero e proprio stile per le generazioni future di quel paese…proprio queste oramai
    li superano in bellezza,freschezza e carica….basti pensare agli ultimi capolavori targati work of art,eclipse ed heat!!!
    peccato…io non riusciro’ mai a concepire gli Europe con queste sonorita’!!!…dopo bag of bones
    ho abbandonato definitivamente le speranze!!!

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    • Riccardo Manazza

      Disco non fatto per i fan, ma disco fatto da fan di un certi tipo di musica. Che gli Europe siano stati fan di band come Rainbow, Deep Purple, etc… mi pare chiarissimo sia dalla loro anagrafe, sia dai primi due dischi incisi. Lo stesso Tempest mi pare abbia dichiarato in più interviste di aver sempre desiderato produrre un album con queste caratteristiche. Un disco fatto con l’amore di un fan per certe sonorità. Delle band che citi mi piacciono solo gli Eclipse, mentre soprattutto gli H.E.A.T. li trovo insopportabilmente ruffiani e plastificati. Molto meglio gli Europe odierni per me!!!

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  6. MetalMark

    Personalmente lo ritengo un ottimo album,la qualità degli Europe è sempre presente in ogni loro lavoro e questo disco ne è la prova! Io ritengo bellissime tutti i pezzi forse meno incisivi solo 2 ossia la ballad e light it up. Complimenti agli svedesi!

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  7. davide

    Gli anni 80 sono passati (per fortuna!) e gli Europe sono tornati a fare la musica che li ha contraddistinti nei primi due album. Personalmente adoro il nuovo corso e penso che dalla reunion del 2003 ad oggi abbiano sfornato un disco meglio dell’altro raggiungendo l’apice proprio con questo ultimo capolavoro!!! Un grande album per una delle più grandi band della storia!!

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  8. Daniele Folliero

    Io ho amato i primi Europe e grazie ai loro primi album ho allargato le mi vedute …. oggi maturando musicalmente (sia io che loro) sono pienamente soddisfatto di questo ultimo album e lo piazzo dietro solo a Wings of Tomorrow ….

    La mia classifica Europe anni 80 :

    Wings Of Tomorrow
    Out Of This Wolrd
    The Final Countdown
    Prisoners In Paradise
    Europe

    La mia classifica Attuale :

    Wings Of Tomorrow
    War Of Kings
    Secret Socity
    Out Of This Wolrd
    Last Look At Eden
    Prisoners In Paradise
    The final Countdown
    Europe
    Bag Of Bones
    Start From The Dark

    Resta il fatto che non deludono mai … forse io non sono attaccato ad un Genere\Stile (come molti fossilizzati agli 80) … mi piace “soltanto” ascoltare del Vero Rock con i contro K…..i !

    Ormai conosco gli Europe e sono abituato ai cambiamenti ….. però il tutto risulta fatto sempre in grande STILE ……. Lunga Vita a Questa BAND !

    Un consiglio agli amanti delle sonorità 80 mollate le critiche risultate essere banali, ottusi e privi di una cultura musicale …. in 5 album di Europe negli 80 solo 2 album hanno firmato quello stile quindi dormite la notte che poi straparlate di giorno ……

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  9. davide

    Questo disco è un capolavoro senza se e senza ma. Classe immensa! Grandi Europe!!

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  10. Yama-No-Doragon

    Grandissimo album degli Europe. Può non piacere a chi non ama le sonorità Seventies, ma per chi le ha sempre apprezzate questa è manna dal cielo. E’ un disco che completa, amplia e migliora il precedente “Bag of Bones”, e che è comunque anche nipote di “Last Look At Eden”. Voglio anche dire che gli Europe sono sempre stati abbastanza attenti a ciò che si muove (di qualità) nel mercato discografico rock contemporaneo, ed è da un po’ che nell’hard rock/metal c’è una tendenza generalizzata a riprendere gli stilemi e anche i suoni dei Seventies… ed ecco spiegato questo smagliante “War of Kings”, dove non c’è nemmeno un filler, e tutte le canzoni insieme compongono un quadro assolutamente entusiasmante da tutti i punti di vista. Comunque io il cd di “Out Of This World” non l’ho certo buttato via, e se mi viene voglia di quelle sonorità posso sempre riascoltarlo 🙂

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  11. luca

    Secondo me chi critica The Final Countdown,critica gli Europe…Punto.Gli Europe sono quella canzone, e non sono solo quella canzone.Ma chi la critica poi,durante i concerti è il primo a saltare e cantare.ALLUCINANTE!!!
    Se gli Europe,sono famosi,sono una grande band e una band storica,lo devono al loro passato punto e basta.
    Negli anni ottanta gli Europe venivano criticati,perchè la gente preferiva i primi Europe ( Europe e Wings)Oggi vengono criticati perchè gli vengono preferiti i vecchi e VERI Europe.
    Io penso che non esistano,ne primi,ne veri e ne nuovi Europe.Esistono solo gli Europe e basta,una band che si è riunita nella line up originale e che dopo 11 anni è ancora con quella line up…credo che nessuno abbia fatto una cosa del genere fino ad ora.Sintomo che si tratta di un progetto serio e la musica lo dimostra.La loro carriera non è finita agli anni ottanta come il 90% delle altre band storiche,la loro carriera prosegue.

    Il nuovo corso degli Europe mi piace,non perchè come in molti stanno facendo,se lo stanno facendo piacere per forza,addirittura criticando i vecchi lavori,vecchi lavori che loro amano, e che per farsi piacere, e far piacere questo nuovo corso..criticano.

    Questo album è veramente bellissimo.
    Gli anni settanta musicalmente non gli appartengono vero….e quindi?!?
    Non è un disco anni ottanta…vero…e quindi?!?
    Il disco è bello o brutto?
    Valutate War Of Kings per quello che contiene musicalmente,non per quello che vorreste contenesse.Se poi non vi piace allora è un altro discorso,ma se non vi piace perchè non suona ottantiano allora siete ottusi.
    Lo ascolto in continuazione e non mi stanca mai.
    Lo trovo ricco di melodia,il piu melodico della reunion,il suono molto caldo e profondo con un Tempest davvero in gran forma,molto espressivo e caldo nella sua tonalità…finalmente Michaeli si sente con il suo Hammond e ovviamente l’album guadagna punti…Mic che si sente può essere solo un arricchimento musicale per la band.

    Molto probabilmente questo album dal 90% dei loro fans non verrà capito,ma potrà piacere ad un altra fetta di pubblico, che magari in passato non ascoltava la band.Fetta di pubblico che capisce qualcosa di musica,al contrario di tutta la marmaglia che la band,sopratutto in italia si porta in prima fila.
    Sinceramente non so se War Of Kings sia il miglior album dal 2004 ad oggi…..tra un paio di anni,potrò valutarlo meglio.Per ora il top album rimane Last Look At Eden.Proprio perchè il nuovo album è fresco di stampa,non posso valutarlo come il migliore,quello lo potrò fare entro un paio di anni.

    P.S. OUT OF THIS WORLD REGNA!!!

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