Hidden Intent – Recensione: Walking Through Hell

Siamo ormai ampiamente a conoscenza dell’abilità in casa Punishment 18 di scovare i giovani più promettenti e talentuosi del panorama thrash (e non solo) nei luoghi più disparati del globo.

Questa volta l’inesorabile ricerca dell’etichetta nostrana ci porta dall’altra parte del mondo, direttamente nella terra degli aborigeni, dove tra canguri e koala troviamo chi ha ancora voglia di stringere i denti e tentare l’ardua impresa di aprirsi a colpi di thrash un piccolo varco nella scena attuale.

I soggetti in questione si chiamano Hidden Intent, e con “Walking Through Hell” segnano il loro primo traguardo discografico.

Dopo un primo tentativo di autoproduzione l’album esce ora in veste ufficiale, e non vede l’ora di invadere un palco dopo l’altro, come testimonia anche l’elevato numero di date e il tour che la band sta attualmente affrontando.

Dopo un intro di rito, tocca all’omonima “Walking Through Hell” aprire le danze, con un riff massiccio, nel quale si insinuano senza difficoltà parti di basso altrettanto forti e decise, che sanno come colpire duro.

Già dopo un primo ascolto è immediatamente riconoscibile l’influenza di band quali Slayer, Testament, Sepultura, mentre per quanto riguarda le linee vocali è impossibile non citare i leggendari Sacred Reich o i meno noti (ma altrettanto validi) Negligence, salvo la discutibile tecnica del singer Chris McEwen e dei suoi “acuti” che possono risultare soggettivamente tanto fastidiosi quanto vagamente interessanti. Il frontman riesce tuttavia a non perdere credibilità grazie alla propria capacità alle quattro corde, vere colonne portanti dell’intero lavoro.

Purtroppo però, nonostante l’ottima impressione iniziale, l’album non mantiene a pieno le aspettative e non si dimostra in grado di sostenere il livello della prima traccia.

Brani successivi come “Through Your Eyes”, “Die Inside” o “Face Your Demon” infatti, per quanto non privi di abilità e solidità, appaiono piuttosto piatti e monotoni, mentre anche pezzi più dinamici e meglio strutturati come “Creatures Of Habit” e “Black Hole” mancano del guizzo necessario a far risaltare un songwriting eccessivamente privo di originalità.

Il suono risulta complessivamente chiaro, ben definito e solido anche se non abbastanza da sopperire alla scarsità di idee; pur essendo un lavoro sufficiente, l’intero album appare costantemente sul punto di esplodere, senza mai riuscirci effettivamente.

Un lavoro mediocre ma pur sempre divertente e apprezzabile nella sua spontaneità; confidiamo perciò nella magnanimità dell’ascoltatore o/e nelle sue limitate aspettative.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Punishment 18 Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. Confession
02. Walking Through Hell
03. Through Your Eyes
04. Betrayed
05. Die Inside
06. Good Friday Thrash
07. Get What You Can Get
08. Face Your Demon
09. Creature Of Habit
10. Bass Wankage
11. Black Hole


Sito Web: https://www.facebook.com/hiddenintent

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