Absentia Lunae – Recensione: Vorwarts

Sono passati cinque anni da quel “Historia Nobis Assentietvr” (la recensione) che suonò come un campanello d’allarme per la scena estrema tricolore, evidenziando la capacità dei triestini Absentia Lunae di rileggere i dogmi del black metal  in una chiave personale e affascinante, portandoli ad un risultato grandioso.

Vi erano dunque aspettative lecitamente elevate sulla terza prova “Vorwarts” (i dettagli) e la band non le delude, anzi, rafforza tutto ciò di positivo che all’epoca segnalammo verso questo ensemble, forse rimasto fin troppo in ombra rispetto alle sue effettive potenzialità. “Vorwarts” muove dall’estetica futurista assimilabile alle band che hanno fatto parte della Black Metal Invitta Armata e poggia su di un panorama lirico contrario ai mali e alla decadenza del mondo contemporaneo. Le stesse note informative chiamano in causa come termini di paragone i Mayhem del secondo periodo, ai quali si aggiungono a nostro avviso anche acts come potrebbero essere i Deathspell Omega o i Watain, ma il bacino di influenze è riletto con grande personalità, tanto che gli Absentia Lunae possono oggi definirsi come una realtà del tutto autonoma, attaccata certo ai dettami più crudi del black metal ma in grado di reinterpretali con soluzioni originali, quali sperimentazioni che spesso si sublimano in affascinanti ritrovati atmosferici.

“Vorwarts” è comunque un disco diretto e muscolare, i ritmi sono dettati dai tappeti di riff serrati di Climaxia e da una sezione ritmica tecnica ma potente (la batteria di Anamnesi ricorre anche ai blast beats). Eppure l’economia del sound non esclude rallentamenti né cambi di tempo che rendono i singoli pezzi ancora più misteriosi e ricchi di inquietudine, mentre la voce di Ildanach passa con versatilità da un diabolico screaming a momenti recitati ed altri “avanguardisti” (come lo sporadico uso del megafono) che sposano i tratti rigorosi e marziali dei pezzi.

In questo senso parlano bene episodi come l’opener “Dissolution Mechanism” che alterna la violenza esecutiva (sempre e comunque tenuta a bada dal valido bagaglio tecnico di ogni musicista) a diabolici momenti di atmosfera, la spigolosa ed emozionante “Rapace Planare” o ancora “L’Arrivèe”, enfatico congedo dal taglio sperimentale.

“Vorwarts” non presenta cali di tensione né punte di noia, è una testimonianza valida sia da un punto di vista musicale affrontato con idee proprie sia da quello lirico, lontano da ogni possibile demagogia. Bravi davvero.

Voto recensore
7,5
Etichetta: ATMF

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Dissolution Mechanism
02.  Furor Of The Monuments
03.  Rapace Planare
04.  Manipulated Statues Of Flesh
05.  Vorwarts
06.  Tragedy Told By Golden Horns
07.  L’Arrivée


Sito Web: https://www.facebook.com/absentialunae

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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