Dark Fortress – Recensione: Venereal Dawn

Cade proprio nel 2014 il ventesimo anno di attività dei Dark Fortress, band bavarese che nel corso del tempo ha alternato release di valore ad altre molto meno interessanti. Infatti l’ultimo studio album “Ylem” (la recensione) non è stato certo una delle testimonianze più valide del gruppo, ma questa volta i nostri si prendono ben quattro anni per dare alle stampe un lavoro davvero competitivo, che al momento ci sentiamo di definire come il miglior platter realizzato dai tedeschi.

Notiamo in primis come un compleanno “pesante” non sia festeggiato da una consueta greatest hits, un live o altre amenità per collezionisti, ma da un disco nuovo di zecca e realizzato con la massima cura in cui la band mostra una solidità invidiabile. Autori da sempre di un black metal melodico e dai contenuti evoluti (per molti aspetti assimilabile ad altri acts di settore come potrebbero essere Naglfar, Keep Of Kalessin, Dimmu Borgir e Dissection), i Dark Fortress proseguono convinti su questo sentiero, ma finalmente si liberano da ogni cliché e la prova è convincente e personale.

“Venereal Dawn” (i dettagli) è un disco monolitico nei suoi quasi settanta minuti di durata, i brani assumono spesso il volto di una suite ricca di sfaccettature in cui i nostri non lesinano una certa ricerca sonora, per quanto il mood di tutto l’album resti rarefatto e crepuscolare. Non c’è spazio per la noia e già la titletrack nei suoi oltre undici minuti di durata mette in luce una valida commistione tra efferatezza e melodia. La canzone è guidata dalla potente voce di Morean (spesso cangiante e interpretativa) e dalle cascate di riff di chitarra di Asvargr e V.Santura, noto per la sua militanza nei Triptykon di Tom G.Warrior. Anche l’ottima sezione ritmica è parte integrante della riuscita dell’album e vogliamo citare dunque la prestazione di Seraph (già nei ReVamp) dietro le pelli e di Draug al basso, autori di combinazioni telluriche e tecnicamente perfette in occasione dei brani più robusti e diretti, come “Chrysalis” e “Odem”. Le tastiere di Paymon tessono melodie che accompagnano le strutture epiche dei brani senza appesantirle, trovando un ruolo di primo piano in “Lloigor”, episodio davvero affascinante dove si risveglia un certo gusto progressive.

“Venereal Dawn” prosegue in crescendo senza mai far calare l’intensità e trova il suo climax nella parte finale, con la superba “Luciform” dalle aperture epiche di ampio respiro che sfociano poi in un brano violentissimo e “On Fever’s Wings”, elegante esempio di come il black metal possa far propria la bellezza della musica sinfonica assorbendola ma senza lasciarsi stravolgere. Senza mutare la propria alchimia, i Dark Fortress confezionano un album semplicemente bello, ricercato pur senza eccessi e coinvolgente.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Century Media

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Venereal Dawn
02.  Lloigor
03.  Betrayal And Vengeance
04.  Chrysalis
05.  I Am The Jigsaw Of A Mad God
06.  The Deep
07.  Odem
08.  Luciform
09.  On Fever’s Wings


Sito Web: http://www.darkfortress.org/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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