Ill Nino – Recensione: Till Death, La Familia

Quasi quattordici anni dalla prima uscita e sette album sul groppone, gli Ill Nino sembrano essere inarrestabili e sopravvivono un po’ a tutte le mode mantenendo intatti i propri tratti distintivi, “Till Death, La Familia” ne è una prova ulteriore, sebbene non sia un disco superbo.

Machado & Co. dimostrano di avere ancora tanta rabbia in corpo, rabbia che si traduce in aggressività sonora fatta di riff dal groove molto accattivante, liriche urlate, ritmiche veloci, una buona formula che trova nel refrain dalla facile presa il giusto momento di respiro tra una mazzata e l’altra. L’album non mantiene per tutta la sua durata una tensione costante, purtroppo non tutti i brani sembrano avere lo stesso piglio e la stessa presa sull’ascoltatore, tra gli undici che ne costituiscono la tracklist ve ne sono cinque o sei di buona fattura, il resto è al di sotto delle aspettative.

Tenendo fermi i capisaldi del loro sound, costituiti da colpi ferali alternati ad episodi più ariosi e melodici, assoli ben piazzati che poggiano su basi percussive dal sapore tribale, i nostri scendono in campo con uso più massiccio di elementi elettronici e breakdown, se non nella formula classica, almeno nell’attitudine creativa, un esempio su tutti è “Are We So Innocent”, brano in cui fa bella mostra di sé un rafrain molto catchy, immancabile la componente acustica con assolo e breakdown d’ordinanza.

Procedendo con ordine, “Till Death, La Familia” si apre con “Live Like There’s No Tomorrow” (guarda qui il video), dopo una intro elettronica si parte subito in quinta con un ritornello sing-along di facile presa ben riuscito; la seguente “Not Alive In My Nightmare”, altro pezzo pregevole del lotto, ci presenta invece il lato più aggressivo del combo, dimostrando quanto gli Ill Nino siano in grado di colpire duro per poi lanciarsi in aperture melodiche di grande effetto; tra le altre “Blood Is Thicker Than Water”, stempera i toni tessendo la trama di un tessuto musicale molto atmosferico, immancabile in questo caso il cantato in spagnolo, tratto che da sempre accompagna la band; “Are We So Innocent” presenta invece il primo breakdown inteso nell’accezione più ortodossa del termine, sebbene anche in questo caso a giocare un ruolo da padrone è l’innesto melodico che slancia il pezzo e spezza in modo ineccepibile la tensione. Sulla stessa lunghezza d’onda e con gli stessi ingredienti “World So Cold”, traccia ben riuscita in ogni sua parte: corrosiva nel frangente più (Nu)Metal, ma allo stesso tempo avvolgente nel comparto più riflessivo.

Il resto delle tracce purtroppo non può contare su di un songwriting di pari intensità, ad eccezione della penultima “Payaso”, che desta interessa per il buon lavoro svolto dalle chitarre di Ahrue Luster e Diego Verduzco, soprattutto in fase ritmica.

“Till Death, La Familia” non è sicuramente l’album migliore che gli Ill Nino abbiano dato alle stampe, ma è sicuramente un prodotto interessante ed assolutamente godibile.

Voto recensore
7
Etichetta: Victory Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. Live Like There's No Tomorrow
02. Not Alive In My Nightmare
03. I'm Not The Enemy
04. Blood Is Thicker Than Water
05. Are We So Innocent
06. Pray I Don't Find You
07. World So Cold
08. Dead Friends
09. Breaking The Rules
10. Payaso
11. My Bullet


Sito Web: http://www.illnino.com/

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Fabio

    direi che concordo con questa rece al 100%, un album discreto con alcuni pezzi validissimi e altri un po mediocri, cmq nel complesso gli ill nino restano una buona band

    Reply

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