Khold – Recensione: Til Endes

Sono passati ben sei anni da “Hundre år Gammal” (la recensione) ma i Khold continuano ad essere poco più che un valido tributo ai Satyricon. Se ci pensiamo, il combo guidato da Gard e Sarke non ha fatto altro se non seguire il percorso discografico dei connazionali e se il precedente album soffriva di paragoni inevitabili con il periodo di “Now, Diabolical” e di “The Age Of Nero” (che, consentitecelo, non sono nemmeno la miglior testimonianza di Satyr e Frost), il nuovo “Til Endes” (i dettagli) prova la virata “doomish” à la “Satyricon”.

Ancora una volta i risultati sono indiscutibilmente buoni sul versante esecutivo, ma se la formalità (ulteriormente arricchita dall’ottimo lavoro svolto nel celebre Studio Fredman) è inappuntabile, altrettanto non si può dire della sostanza. L’omaggio (perché francamente non si può dire altro) riesce solo in parte, poiché i brani faticano a ricalcare in toto quelle sensazioni miasmatiche e solfuree tracciate dai celebri colleghi e finiscono per risultare molto simili l’uno all’altro.

In sostanza siamo di fronte a una serie di tracce che alternano accelerazioni a momenti rallentati e atmosferici, sorrette da cascate di riff nelle quali intervengono ampie concessioni in chiave thrash’n’roll che tuttavia non scuotono e non fanno altro se non alimentare quel paragone fin troppo ovvio che volenti o nolenti, siamo costretti ad osservare in continuazione.

Al di là di alcuni buoni propositi, come “Skogens Oye”, robusta, trascinante e sorretta da tappeti di riff orecchiabili, oppure l’interessante riproposizione di “Troops Of Doom” dei Sepultura (qui riletta come “Dommens Arme”), l’album scorre abbastanza piatto e privo di reale inventiva. Ci chiediamo quindi l’utilità di un disco simile dopo un’assenza tanto lunga. Se volete scoprire Gard e Sarke nella forma migliore ascoltate il progetto Tulus, decisamente più personale e interessante dei Khold.

Voto recensore
5,5
Etichetta: Peaceville Records

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Myr
02.  Skogens Oye
03.  Ravnestrupe
04.  Dommens Arme
05.  Til Endes
06.  Det Dunkle Dyp
07.  Avund
08.  Hengitt


Sito Web: https://www.facebook.com/pages/Khold/144747933322

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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