Die Apokalyptischen Reiter – Recensione: Tief.Tiefer

Chi conosce i Die Apokalyptischen Reiter sa bene che dal gruppo tedesco è lecito aspettarsi ogni possibile follia, poiché Fuchs e soci non sono mai stati annoverabili entro i confini di un preciso genere musicale. Ecco dunque che si è andata a creare una certa attesa nei confronti del nuovo e doppio album “Tief.Tiefer” (ovvero “Deep.Deeper”), testimonianza del “quasi” ventennale del five-piece teutonico, che ha visto i suoi natali nel 1995.

Registrato in mille giorni (il titolo previsto originariamente era infatti “1000 Tage”, appunto “1000 giorni” in tedesco) e dopo le consuete esperienze di viaggio inteso come fonte di ispirazione che ha guidato il gruppo dagli Urali alla Florida, “Tief.Tiefer” (i dettagli) è annunciato dalle enfatiche note di accompagnamento come il disco definitivo della band, il capitolo che andrà ad infrangere ogni possibile limite compositivo. Non del tutto vero. Anzi, ad essere sinceri, proprio conoscendo i lampi di genio e pazzia dei D.A.R., si termina l’ascolto con un inevitabile senso di delusione.

Ma andiamo per ordine. “Tief”, il primo disco, è il platter composto da inediti. Brani nuovi di zecca che vedono l’ensemble tralasciare le contaminazioni che tanto ce li avevano resi simpatici, a favore di un sostenuto metal moderno che fa proprie necessità melodic death unite a ritrovati moderni in chiave metalcore. Tutto perfettamente eseguito, ma si avverte una certa staticità durante lo scorrere dei brani. E’ come se i Reiter si limitassero a strattonarci e a farci muovere su e giù la capoccia senza però risultare davvero incisivi e sorprendenti. La voce di Fuchs predilige il growling e i nostri picchiano duro. A volte funziona tutto molto bene, ad esempio in occasione dell’enfatica “Freiheit, Gleicheit, Brüderlichkeit” (guarda il video), oppure di “Was Bleibt Bin Ich”, pezzo toccato dalla lucida follia del “tecnico” Dr.Pest. Alla lunga però, la violenza è tanta e si ha l’impressione di essere a bordo di un treno lanciato a tutta velocità e in procinto di deragliare.

“Tiefer”, il secondo dischetto, contiene invece rivisitazioni acustiche di brani già noti e pur essendo poco più di un’ appendice, rende i D.A.R. già più riconoscibili. Qui la voglia di fare qualcosa di “strano” e “reiteriano” è percepibile e alcuni pezzi sono davvero validi in queste nuove vesti. Citiamo in particolare “Flieg, Mein Herz”, “Der Wahnsinn” e “Terra Nola”, ma la carne al fuoco è tanta. Trombe, chitarre, violini e synth si rincorrono in quella piacevole anarchia a cui i tedeschi ci avevano abituati.

Arriviamo dunque a un giudizio finale che diventa una media matematica tra lo “scarso” del primo disco e il “buono” del secondo, paradossalmente una sorta di greatest hits riveduta e corretta. Diciamolo fuori dai denti: ci aspettavamo qualcosa di più.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Nuclear Blast / Warner

Anno: 2014

Tracklist:

Tracklist di “Tief”:

01.  Freiheit, Gleichheit, Brüderlichkeit
02.  Wir
03.  Wo Es Dich Gibt
04.  Was Bleibt Bin Ich
05.  Ein Leichtes Mädchen
06.  Ein Vöglein
07.  Es Wird Nacht
08.  Die Wahrheit
09.  2 Teufel
10.  Die Welt Ist Tief
11.  So Fern

Tracklist di “Tiefer”:
01.  Die Zeit
02.  Friede Sei Mit Dir
03.  Flieg, Mein Herz
04.  Das Paradies
05.  Die Leidenschaft
06.  Auf Die Liebe
07.  Der Wahnsinn
08.  Terra Nola


Sito Web: http://tieftiefer.reitermania.de/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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