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Helstar – Recensione: This Wicked Nest

Corredato da una cover a dir poco orribile arriva nei negozio dopo quattro anni un nuovo disco di una delle band icona del metal americano, e fortunatamente mai come in questo caso non è la copertina a dare indicazioni valide sul contenuto artistico dell’opera.

“This Wicked Nest” (Qui gli audio sample) ci riconsegna infatti gli Helstar in buona forma e ancora capaci di suscitare l’interessa degli amanti del genere attraverso una lettura sempre efficace dei dettami stilistici del power speed metal made in Usa che loro stessi hanno contribuito a creare.

Le ritmiche possenti di “Fall Of Dominion” (clicca qui per ascoltare il brano) non sono un episodio isolato, ed anzi, l’aggressività quasi al limite del thrash, sostenuta dalla potenza data da un batterista dannatamente pestone come Michael Lewis, è forse la caratteristica che da subito si evidenzia come il collante irrinunciabile dell’intero album.

Per il resto gli Helstar continuano, come anticipato, a fare quello che da sempre viene loro bene: costruire melodie vocali evocative e a tratti dal retrogusto epico, tipicamente addebitabili allo stile di un singer ben riconoscibile (e a volte anche in senso negativo) come James Rivera, e raccogliere il tutto in una struttura di riff classici, ma portati sempre con quel pizzico di personalità in più che rende l’impronta di un guitar player efficace come Larry Branagan ben ravvisabile.

In questo contesto la band riesce comunque sempre a tirar fuori soluzioni sufficientemente variegate e song che non mancano di impatto e immediatezza, sempre per questo andare a cercarsi complicazioni che potrebbero forse risultare eccessivamente pesanti.

Sia che si dedichino ad una struttura più diretta e power/thrash oriented come nella citata “Fall Of Dominion” o “The Wicked Nest”, sia che cerchino una maggiore elaborazione come nelle lunghe “Cursed” e “Magormissabib” gli Helstar mostrano sempre il giusto equilibrio tra gli ingredienti e portano a casa un risultato apprezzabile.

Di certo non ci troviamo di fronte ad un lavoro dai contorni innovativi, ma neanche ad una vecchia gloria assoggetta alla routine ed incapace di tirar fuori ancora qualcosa di serio dalla propria musica. Gli Helstar riescono infine ad evolversi quel tanto che basta per non ripetersi e per potersi permettere una collocazione più moderna, ma senza trascendere i confini del loro stile più classico.

Un buon risultato.

Voto recensore
7
Etichetta: AFM Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. Fall Of Dominion
02. Eternal Black
03. This Wicked Nest
04. Souls Cry
05. Isla De Las Munecas
06. Cursed
07. It Has Risen
08. Defy The Swarm
09. Magormissabib


Sito Web: http://www.helstarmetal.com/

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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