Burzum – Recensione: The Ways Of Yore

Dopo aver animato la cronaca francese per buona parte del 2013 in seguito ad accuse relative all’accumulo illegale di armi in previsione di un attentato terroristico (poco credibile, eh?) e all’aver fomentato violenza ed odio razziale via internet (già più plausibile), Varg Vikeners torna a far parlare di sé anche come musicista, con il nuovo album “The Ways Of Yore” (i dettagli).

Il controverso master mind dei Burzum, che peraltro dovrà comparire di fronte ai giudici proprio durante il mese corrente, pubblica ormai un disco a cadenza annuale, nella necessità, crediamo, di continuare a dare voce e linfa a un progetto che si è trovato a dover tacere per troppo tempo. Peccato però che i risultati non riflettano nella pratica una così viva esigenza artistica.

Se già il precedente e modesto “Sôl Austan, Mâni Vestan” (la recensione) bazzicava incerto i lidi di un ambient strumentale fiacco e monocorde, la nuova creatura dei Burzum prosegue sulla stessa linea, escludendo del tutto il retaggio black metal del Conte. Non è questo il male, sia chiaro, ma metal o non metal, “The Ways Of Yore” appare altrettanto spompato e privo di incisività. Ben settanta minuti di musica strumentale ripetitiva e ipnotica dove le variazioni ritmiche sono pressoché assenti e in cui l’unica concessione sui generis è data da alcuni inserti dal sapore neofolk giocati sulle percussioni e sulla chitarra acustica.

Una tecnica che rende alcuni brani anche abbastanza piacevoli e dal forte flavour pagano (parliamo ed esempio di “God From The Machine” e “Heil Freya”), ma nel complesso il disco si arena su delle composizioni pachidermiche per quanto statiche, che solo raramente riescono a trovare una melodia realmente coinvolgente ed evocativa (riconosciamo in “Lady In The Lake” una positiva eccezione).

L’ascolto prosegue dunque piatto e senza sussulti, consegnandoci un progetto decisamente stanco. I fatti recenti e l’eco dei social network (chi li conta più i memes dedicati al Conte?) hanno trasformato i Burzum in una parodia di loro stessi e questa volta la musica non riesce a riabilitarli.

Voto recensore
5,5
Etichetta: Byelobog Productions

Anno: 2014

Tracklist:

01.  God From The Machine
02.  The Portal
03 . Heill Odinn
04.  Lady In The Lake
05.  The Coming Of Ettins
06.  The Reckoning Of Man
07.  Heil Freyja
08.  The Ways Of Yore
09.  Ek Fellr (I Am Falling)
10.  Hall Of The Fallen
11.  Autumn Leaves
12.  Emptiness
13.  To Hel And Back Again


Sito Web: http://www.burzum.org/

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login