Gov’t Mule – Recensione: The Tel-Star Sessions

Non si sa bene come definire questo nuovo lavoro prodotto dalla band di Warren Haynes e soci. “The Tel-Star Sessions” nasce infatti con l’intento di rispolverare una serie di registrazioni effettuate dalla band nello studio da cui il disco prende nome, che si trova a Bradenton, in Florida, e risalenti al lontano 1994. Ora, una mossa del genere potrebbe far pensare, in altre circostanze, a un gruppo che non ha più niente di nuovo e che, come si suol dire, raschia il fondo del barile. Naturalmente stiamo parlando dei Gov’t Mule, un gruppo che fino ad ora non ha sbagliato quasi niente nella sua carriera (a parte venire poche volte a suonare in Italia, ma questo è un altro discorso), e che quindi non sbaglia nemmeno questa volta.

I dieci brani, fra cui spicca una cover di “Just Got Paid” dei maestri del southern rock ZZ Top, rispecchiano a oltre venti anni di distanza quello che è lo spirito e uno dei marchi di fabbrica dei Gov’t Mule. Pur restando all’interno dei canoni di quello che è il southern rock, la band lascia grande spazio alle improvvisazioni strumentali, uno degli aspetti che rendono unici ogni concerto, oscillando fra slide guitar a tutto spiano, fra la voce graffiante di Haynes che si inserisce al posto giusto in ogni momento e ritmi mai troppo veloci ma adeguati alla situazione. Tutto questo, ricordiamoci, è datato 1994, ovvero un periodo in cui Haynes era parte integrante dell’ormai defunta Allman Brothers Band, e i Gov’t Mule erano poco più che un progetto parallelo di cui dedicarsi nelle pause di lavoro con la band principale. Questi reperti un po’ polverosi sono quindi una finestra su quelle che sono le origini dei Gov’t Mule, un altro aspetto interessante del lavoro, e mostrano come la band avesse le idee chiare fin dal suo stato embrionale. Consigliatissimo a tutti gli appassionati di southern rock e di blues, “The Tel-Star Sessions” è un piacevole intermezzo che ci consola almeno in parte dal fatto che per il momento i Muli non sembrino intenzionati a tirare fuori dal cilindro un nuovo album in studio e dal sapere che in questo momento la band è in tour praticamente in ogni angolo degli Stati Uniti, accompagnati da una band da nulla come i Blackberry Smoke e accompagnando a loro volta in alcune date un altro caposaldo del genere come i ZZ Top.

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Voto recensore
7,5
Etichetta: Evil Teen Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Blind Man In The Dark

02. Rocking Horse

03. Monkey Hill

04. Mr. Big

05. The Same Thing

06. Mother Earth

07. Just Got Paid

08. Left Coast Groovies

09. World Of Difference

10. Bonus Track: World Of Difference (Alternate Version/Original Mix)
Sito Web: https://www.facebook.com/govtmule/?fref=ts

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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