The Order Of Apollyon – Recensione: The Sword And The Dagger

Listenable Records licenzia “The Sword And The Dagger”,  secondo studio album degli Order Of Apollyon, band fondata nel 2008 da B.S.T. (al secolo Sébastien Tuvi, già negli Aosoth) e Daniel Wilding (Carcass). Il gruppo torna sul mercato discografico cinque anni dopo il debut “The Flesh” con una line-up completamente rinnovata, ora in gestione soltanto al musicista francese.

“The Sword And The Dagger” vede l’ensemble svilluppare il suo ibrido tra black e death metal affinando ulteriormente la propria tecnica esecutiva con un lavoro che si arricchisce di alcuni ritrovati di carattere sinfonico. The Order Of Apollyon diventa dunque, in occasione della nuova prova, un progetto accostabile per alcuni versi alle sperimentazioni dei Therion del periodo mediano (quando la componente death della band era ancora preponderante sull’aspetto operistico), ai SepticFlesh e ai Nile, richiamati nelle costruzioni più veloci e severe e in alcune suggestioni mediorientali.

Il platter non riserva pertanto delle grosse sorprese in termini di originalità. Possiamo però dire che la band coltiva con personalità, dei semi ormai germogliati da tempo. L’ascolto è gratificante, ben eseguito sul versante esecutivo e forte di un songwriting privo di sbavature. La intro operistico/sinfonica “Own The Youth” ci porta a “Hatred Over Will”, brano severo e quadrato dove emerge il talento di ogni singolo musicista, in particolare la voce versatile di B.S.T. e l’ottima sezione ritmica composta dal basso tonante di F.D. (strumento molto ben percepibile durante l’ascolto) e dalla batteria di S.K. .

“Our Flowers Are The Sword And The Dagger” è un brano di death metal tecnico dal taglio classico,  influenzato più dalla scuola americana che da quella nordeuropea, prevedibile nella forma ma davvero dinamico e forte di una melodia portante molto epica, che sposa gli inserti sinfonici in coda e alcune suggestioni in chiave black nelle sporadiche accelerazioni. “Al’Ankabout” parte con sensualità grazie alla voce femminile e a venature arabeggianti, poi si trasforma in un brano solido e veloce ma sempre permeato da una melodia affascinante.

Il coro operistico di “Chants Of Purification” introduce “The Curse Is Poured Upon Them”, un pezzo arcigno dove la componente black si fa più marcata senza indugiare in soluzioni oltranziste, come possiamo ascoltare peraltro anche in “The Hand That Became Weak”, altro pezzo dinamico e ragionato, pur nella sua violenza esecutiva.

Il passaggio sinfonico di “Omnis Honor Et Gloria”, chiude il platter con i suoi connotati marziali. Gli Order Of Apollyon si appropriano dunque di una formula sonora già ben delineata, ma la sviluppano con personalità e cura dell’estetica dei pezzi, risultando sempre muscolari e coinvolgenti.

Voto recensore
7
Etichetta: Listenable Records

Anno: 2015

Tracklist:
01.  Own the Youth
02.  Hatred Over Will
03.  Our Flowers Are The Sword And The   Dagger
04.  Al 'ankabout
05.  Hold Not Thy Peace, O God Of My   Praise
06.  Chants Of Purification
07.  The Curse Is Poured Upon Them
08.  By Your Command We Return To Dust
09.  Eight Pillars
10.  The Hand That Became Weak
11.  Omnis Honor Et Gloria

Sito Web: https://www.facebook.com/theorderofapollyon

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login